Modena: il ristorante Roots forma chef migranti

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Integrazione sociale
Integrazione sociale

Il ristorante Roots di Modena ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di “Miglior ristorante sociale al mondo” dalla giuria di The World’s 50 Best Restaurants. Questo locale non è solo un luogo dove mangiare, ma il cuore di un progetto che ha cambiato la vita di molte donne migranti, spesso escluse dai normali percorsi di inserimento.

L’iniziativa, nata con il sostegno del Comune, accoglie giovani appassionate di cucina provenienti da paesi come Nigeria, Sudan, Pakistan e Indonesia. L’obiettivo è offrire loro un percorso formativo strutturato che permetta di acquisire competenze professionali e di trovare un’occupazione stabile nel settore della ristorazione.

Il progetto è stato ideato da tre figure complementari: l’americana Caroline Caporossi, discendente da una famiglia di migranti; la chef canadese Jessica Rosval, già collaboratrice di Massimo Bottura nei suoi Refettori; e l’avvocata Maria Assunta Loele. Insieme hanno creato uno spazio polifunzionale che non fosse il solito ristorante etnico.

La struttura, infatti, di mattina funziona come area coworking, mentre la sera si trasforma in laboratorio di cucina e ristorante aperto al pubblico. Il tirocinio offerto è retribuito, dura tre mesi per un totale di 350 ore e fornisce le qualifiche per lavorare come cuoche professioniste.

Al termine del programma, molte partecipanti hanno potuto realizzare il sogno di avviare una propria attività in Italia. Il successo del modello è confermato anche dal pubblico: il locale, che propone un menù fisso a 38 euro, registra costantemente il tutto esaurito grazie al lavoro delle allieve.

In occasione di una recente cerimonia di diploma, Jessica Rosval ha sottolineato il valore dello scambio culturale. «A queste donne abbiamo offerto un grembiule pulito, ma loro hanno portato culture e ricette lontane», ha dichiarato. «Ci hanno insegnato che l’incontro con lo sconosciuto non è un rischio, ma una possibilità. Il talento non ha passaporto».

Roots è diventato così un luogo dove si intrecciano storie e competenze, con l’obiettivo di mettere “radici” solide per il futuro. Un’iniziativa che non solo ha dato un’opportunità a singole persone, ma ha arricchito l’intera comunità, dimostrando come l’accoglienza possa trasformarsi in un valore condiviso.

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