Modena: l’Osservatorio geofisico festeggia 200 anni

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Memoria climatica
Memoria climatica

L’Osservatorio Geofisico di Modena ha celebrato il suo bicentenario, un traguardo che lo consacra tra le più longeve stazioni meteorologiche attive al mondo. Fondato nel 1826 dal Duca Francesco IV d’Este, l’istituto è un pilastro per la scienza del clima, grazie a una serie ininterrotta di dati raccolti dal 1830.

Per commemorare l’anniversario, l’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) ha organizzato diverse iniziative, avviate con una cerimonia istituzionale nel Palazzo del Rettorato alla presenza della Rettrice Rita Cucchiara e delle autorità accademiche.

Durante un convegno sono state ripercorse le tappe storiche e le attuali attività scientifiche. Interventi di spicco hanno approfondito il valore dei dati storici per studiare i cambiamenti climatici e il ruolo della rete degli osservatori italiani. La mattinata si è conclusa con una visita alla sede.

Le celebrazioni sono proseguite con una giornata aperta al pubblico, che ha registrato la partecipazione di oltre trecento persone alle visite guidate presso la sede nel Palazzo Ducale di Modena. Il percorso storico-scientifico è stato affiancato da laboratori interattivi per bambini e ragazzi, pensati per avvicinarli alla meteorologia.

Nato come Osservatorio Astronomico, dal 1830 ha avviato una raccolta sistematica di dati meteorologici senza mai interrompersi. Questa continuità ha portato, nel 2020, al riconoscimento ufficiale da parte dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale come “Long-Term Observing Station”, attestandone il valore scientifico internazionale.

Oggi l’Osservatorio, parte del sistema museale Unimore (MUSEOMORE), svolge un ruolo centrale nella ricerca. Le misurazioni, curate dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, supportano studi sul clima urbano, sui cambiamenti climatici locali e sul monitoraggio dei flussi di CO₂ in ambito cittadino.

I risultati di queste ricerche hanno ricadute concrete sulle politiche di adattamento e sullo sviluppo sostenibile del territorio. I ricercatori hanno sottolineato il valore simbolico del bicentenario, che rafforza l’impegno a preservare una serie storica tra le più preziose e continue d’Italia.

Il bicentenario diventa così un’occasione per valorizzare un’istituzione che da due secoli osserva e interpreta il clima del territorio. Un ponte tra storia e ricerca scientifica, che offre strumenti essenziali per comprendere e affrontare le odierne sfide ambientali.

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