Il Bulletin of the Atomic Scientists ha aggiornato l’Orologio dell’Apocalisse, portandolo a soli 85 secondi dalla mezzanotte. Questa mossa rappresenta il punto più vicino mai raggiunto alla catastrofe planetaria in 78 anni di storia dell’indicatore simbolico.
La decisione riflette un aggravamento delle condizioni globali rispetto alla precedente misurazione, quando le lancette erano state fissate a 89 secondi. Secondo gli esperti, i fattori di rischio non solo persistono, ma si sono intensificati.
La causa principale di questo avanzamento è il collasso della cooperazione internazionale di fronte a pericoli crescenti. Le sfide spaziano dalle armi atomiche alla crisi ambientale, dai rischi biologici alle tecnologie come l’intelligenza artificiale, mentre la leadership mondiale appare incapace di invertire la rotta.
Sul fronte nucleare, il contesto è di un’instabilità preoccupante. Il documento del Bulletin ha evidenziato tre crisi regionali che hanno coinvolto potenze atomiche, rendendo la deterrenza sempre più fragile.
A questo si aggiunge la corsa alla modernizzazione degli arsenali e l’incertezza sul futuro del New START, l’ultimo grande trattato tra Stati Uniti e Russia per la limitazione delle armi strategiche, che scadrà nel 2026.
Se il pericolo atomico è istantaneo, la crisi climatica rappresenta una distruzione più lenta ma altrettanto certa. Il 2023 è stato registrato come l’anno più caldo della storia, con un aumento delle temperature che ha provocato ondate di calore mortali e fenomeni meteorologici estremi.
Eventi come cicloni devastanti e alluvioni hanno messo in luce la vulnerabilità dei territori e l’inadeguatezza delle risposte governative al dissesto idrogeologico. Nonostante la crescita delle tecnologie pulite, gli investimenti in energie rinnovabili non sono sufficienti a compensare l’inerzia politica e la dipendenza dai combustibili fossili.
L’intelligenza artificiale è stata inclusa tra le “tecnologie dirompenti” per la sua capacità di accelerare il rischio. Il suo impiego in ambito militare solleva interrogativi sulla stabilità strategica, mentre la sua diffusione alimenta la disinformazione attraverso deepfake e propaganda su larga scala.
Infine, la sicurezza biologica rimane un’area critica. Dopo la pandemia, la promessa di migliorare la capacità di risposta globale a eventi sanitari è rimasta in gran parte disattesa. La sintesi del Bulletin è brutale: l’umanità è consapevole dei pericoli, ma sceglie di ignorarli.




















