Mondragone al voto, Marquez avverte il centrodestra: “Basta civismo di convenienza, servono identità e coerenza”

L’ex presidente del Consiglio comunale richiama i partiti alla responsabilità politica e mette in guardia dal rischio di nuove alleanze con gruppi civici che in passato hanno sostenuto il centrosinistra.

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Il centrodestra deve scegliere se ricostruire una coalizione fondata sull’appartenenza politica oppure continuare ad affidarsi a gruppi civici pronti, secondo le convenienze, a cambiare interlocutori. È questo il nodo sollevato da Pasquale Marquez, ex presidente del consiglio comunale e attuale capogruppo delle liste di centrodestra, che interviene nel dibattito sugli equilibri politici cittadini.

Il ragionamento dell’ex presidente dell’assise parte da una critica precisa: il civismo che per anni ha sostenuto il centrosinistra rischia oggi di trovare una nuova collocazione nell’area opposta, senza che a questo passaggio corrisponda necessariamente una reale condivisione di valori e programmi.

“È ora che in città un centrodestra vero, con consapevolezza di una storica militanza ed attuale senso di appartenenza nei partiti da sempre rappresentanti un’idea di governo cittadino liberale e democratico, prenda il sopravvento su un civismo che per lunghi anni è stato stampella del centrosinistra ed oggi, allo stesso modo, potrebbe diventare soltanto un gancio per il centrodestra”, afferma Marquez.

Il riferimento non è accompagnato da nomi, ma il bersaglio politico è individuabile nell’impostazione delle alleanze. Per Marquez non basta che un gruppo si dichiari disponibile a sostenere il centrodestra per considerarlo parte integrante della coalizione. Occorre verificare la solidità dell’appartenenza e, soprattutto, evitare che gli equilibri futuri siano condizionati da soggetti politici le cui scelte potrebbero cambiare.

“Superiamo, con serietà e responsabilità, l’opportunismo politico prima che lo stesso possa ripetersi”, sostiene l’ex presidente del Consiglio comunale, indicando nel riconoscimento della propria collocazione politica la condizione necessaria per costruire un’aggregazione stabile.

La presa di posizione arriva mentre il quadro politico mondragonese è attraversato da movimenti che potrebbero incidere sulla composizione dei futuri schieramenti. Marquez richiama l’allontanamento di alcune componenti dalla maggioranza amministrativa, l’avvio del confronto al tavolo provinciale del centrodestra e l’appello, arrivato da un partito cittadino della stessa area, a superare le attuali coalizioni civiche.

Tre elementi che, nella lettura del consigliere, rendono necessario aprire una fase di chiarimento prima di procedere alla costruzione di nuove alleanze.

La questione, dunque, non riguarda soltanto la scelta dei possibili compagni di viaggio, ma anche il peso che i partiti intendono esercitare rispetto alle aggregazioni civiche. Marquez rivendica la centralità di un centrodestra riconoscibile, composto da chi ha una storia politica coerente con i principi liberali e democratici ai quali fa riferimento.

È un’impostazione che potrebbe restringere il perimetro delle alleanze, ma che nelle intenzioni del consigliere dovrebbe evitare il rischio di una coalizione tenuta insieme prevalentemente dalla convenienza elettorale.

Nelle dichiarazioni di Marquez emerge anche un altro aspetto: la volontà di impedire che i partiti diventino ostaggio delle decisioni assunte, in un secondo momento, dai riferimenti politici dei singoli gruppi cittadini. Un rischio che l’ex presidente del Consiglio comunale considera concreto e che invita a prevenire attraverso una selezione politica più rigorosa.

Il suo intervento pone quindi una questione destinata ad accompagnare il confronto nel centrodestra mondragonese: privilegiare un’alleanza numericamente più ampia oppure puntare su una coalizione politicamente omogenea?

Marquez sembra non avere dubbi. Prima di discutere di accordi e assetti amministrativi, ritiene necessario stabilire chi appartenga effettivamente al centrodestra e chi, invece, guardi a quello schieramento soltanto come a una possibile opportunità.

Il messaggio è rivolto tanto ai partiti quanto ai gruppi civici. E introduce nel dibattito una discriminante politica precisa: la disponibilità a stare dalla stessa parte non può essere sufficiente se manca una prospettiva comune.

Resta da vedere se questa posizione troverà spazio nel confronto provinciale già avviato e, soprattutto, se i partiti cittadini saranno disposti a tradurla in scelte concrete. Perché la linea indicata da Marquez, se condivisa, potrebbe incidere non poco sulla composizione della futura coalizione di centrodestra.

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