Mondragone. Debiti di droga, rinchiuso in hotel per costringere l’amico a pagare

MONDRAGONE – Rinchiuso in un hotel della Domiziana fino a quando l’amico non avrebbe saldato il debito: sarebbe arrivato fino a questo il gruppo criminale, per la Dda diretto dai cugini Valentino ed Emanuele Fiorillo – e benedetto dal boss Angelo Gagliardi -, per tutelare i propri business legati allo spaccio di droga.

Chi materialmente, sostengono gli investigatori, si è reso protagonista di quel sequestro è Oreste Lagnese, ritenuto dalla Procura antimafia uno degli elementi dell’associazione criminale smantellata dal blitz eseguito dai carabinieri venerdì scorso.

L’indagine, afferma la Dda, ha dimostrato come i mondragonesi non solo si occupassero di comprare droga da Napoli e rivenderla al dettaglio sul Litorale, ma di fornirla anche a spacciatori di altre zone, tra cui Ivan Pulito (per il quale è in corso un altro procedimento giudiziario) che avrebbe smerciato narcotici a Nocelleto di Carinola.

Lagnese avrebbe garantito a Pulito 200 grammi di cocaina, ma non aveva ricevuto il denaro (10mila euro), trovandosi così in difficoltà con il fornitore di Secondigliano. Lagnese avrebbe in diverse occasioni minacciato Z.A., l’amico di Pulito, e la sua famiglia: era pronto a fareloro del male se non avesse ottenuto la somma che gli spettava da Pulito. E nel giugno 2022, in occasione di un incontro fissato con l’uomo di Carinola e il suo compagno per discutere proprio del debito contratto a fronte della partita di stupefacente, Lagnese prelevò di forza Z.A. dall’autovettura in cui si trovava e lo portò presso l’hotel Exagon situato sulla Domiziana. E qui continuò a minacciarlo intimandogli di restare all’interno della stanza, senza potersi muovere: “Non uscire da qui, mangia tranquillo e aspetta noi che veniamo”. E il ragazzo rimase in albergo dalle 16 e 30 alle 23 e 30, fino a quando Lagnese e Pulito risolsero la questione del debito e tornarono.

Il giudice Ambra Cerabona, che ha valutato la richiesta di arresto cautelare della Dda di Napoli, ha disposto i domiciliari per Lagnese in relazione al presunto sequestro di persona e a due episodi di spaccio, ma ha ritenuto che non ci siano elementi per considerarlo parte della gang dei Fiorillo. Sono finiti in carcere, invece, Angelo Gagliardi, alias Mangianastri, e Pietropaolo Serafino. Con Lagnese ai domiciliari pure Fernando Palumbo, Fulvio Mariantoni, Manuel Miraldi e Fabio Orveto. È scattato l’obbligo di dimora per Ciro Oliva e Giorgio Gigliano e l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per Simone Luongo e Raffaele Santoro. L’inchiesta ha coinvolto anche altre 16 persone indagate a piede libero. Sono tutte da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

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