Scintille a distanza tra Ivan Juric e Giuseppe Cruciani. L’allenatore del Torino ha risposto con fermezza alle recenti dichiarazioni del conduttore radiofonico, che in un podcast aveva messo in discussione il valore e l’adeguatezza del tifo del Monza per la massima serie.
Il dibattito è nato durante la trasmissione “Numeri 1” su YouTube. Qui, Cruciani aveva espresso una netta preferenza per piazze storiche e numericamente imponenti. “A Salernitana-Bari c’era un pubblico pazzesco. Salernitana e Bari meriterebbero la Serie A, al contrario di società bravissime dal punto di vista tecnico ma che non hanno un pubblico adeguato”, aveva affermato, indicando esplicitamente il club brianzolo come esempio. “Ho grande rispetto per il Monza, società amministrata bene, ma se uno deve scegliere un bacino di mercato…”. Un’analisi che privilegia l’impatto mediatico e commerciale delle tifoserie.
La replica di Juric, interpellato sull’argomento in conferenza stampa, non si è fatta attendere ed è stata tanto ironica quanto profonda. L’allenatore ha esordito con un commento sul suo interlocutore a distanza: “A me Cruciani fa divertire, sinceramente La Zanzara lo ascolto come programma. Lui è un opinionista, un lavoro interessante: un tuttologo che decide di tutte le cose”.
Superata la premessa scherzosa, il tecnico è entrato nel merito della questione, offrendo una visione del tifo basata sulla qualità e non sulla quantità. “I numeri sono quelli, su questo non possiamo dire niente e speriamo che con il tempo migliorino”, ha ammesso con onestà. “Ma devo dire che ho trovato un ambiente bellissimo. La mia famiglia viene allo stadio ed esce con tanta positività. Anche nei momenti di difficoltà percepisco l’appoggio del pubblico, come quando perdevamo 3-1 con l’Udinese e non ho sentito un solo fischio”.
Infine, Juric ha concluso con un elogio appassionato per la scelta di cuore dei supporter locali, circondati da colossi del tifo. “Per me i monzesi sono speciali”, ha dichiarato. “In una zona dove puoi andare a scegliere di tifare Inter e Milan, loro invece hanno scelto il Monza. Sono speciali per questo, e noi ce la giochiamo sul campo”. Una difesa che sposta il focus dai numeri alla lealtà, riaffermando il valore dell’identità territoriale nel calcio moderno.





