Gustavo Varela si è imposto come una delle sorprese più luminose di questo inizio di stagione in Serie A. L’attaccante portoghese del Monza ha realizzato sei gol nelle sue prime sei presenze in campionato, a cui si aggiungono due reti in Coppa Italia contro l’Avellino.
Con questo rendimento, si è posizionato ai vertici della classifica marcatori, subito dietro ad Antonio Raimondo, un altro giovane talento che sta vivendo un momento di grande forma. La sua capacità di incidere ha già lasciato un segno profondo nel campionato italiano.
Il Monza ha investito su di lui con convinzione, prelevandolo dal Benfica per una cifra di circa 3,5 milioni di euro. La dirigenza brianzola ha scommesso sul suo potenziale dopo averne seguito l’evoluzione.
Nella scorsa stagione, Varela aveva già dimostrato il suo fiuto per il gol segnando sei reti con la maglia del Gil Vicente. La sua carriera è iniziata nelle giovanili del Benfica, dove ha debuttato in prima squadra contro l’Oliveirense, prima di affermarsi con 14 gol nella squadra B durante la stagione 2024-25.
La sua storia personale, però, contiene un capitolo quasi cinematografico. Nel 2024, Gustavo e suo padre Fernando, ex difensore centrale, si sono affrontati per la prima volta da avversari in una partita ufficiale. Gustavo era l’attaccante del Benfica B, mentre il padre militava nell’Alverca e si è ritrovato a marcarlo direttamente.
“È stata la partita più importante della mia vita”, ha raccontato il giovane attaccante. “Cercavo di non entrargli duro. Quando loro costruivano l’azione e mio padre aveva la palla, io dovevo pressarlo. Ho pensato: ‘cavolo, e se adesso gli do un pestone per sbaglio?’. È stato incredibile, ma anche strano”.
Il legame con il padre, che lo ha avuto a soli 17 anni, è sempre stato fortissimo. Da bambino, Gustavo lo seguiva costantemente durante gli allenamenti. Fernando Varela ha ricordato quegli anni, segnati da sacrifici e da un’infanzia non semplice.
“Ho chiesto e ricevuto aiuto da suoceri, genitori e amici per andare avanti”, ha spiegato l’ex calciatore. Il talento del figlio, però, era evidente fin da piccolo, come quando interrompeva le riunioni tattiche per calciare un pallone in mezzo al campo.
Nato e cresciuto a Lisbona, Gustavo ha seguito il padre anche nelle sue esperienze all’estero. Tra il 2016 e il 2022 ha fatto parte delle giovanili del Paok, in Grecia, per poi tornare in patria e firmare con il Benfica.
Ora la sua avventura continua in Italia, con il Monza allenato da Ivan Juric. Le sue ambizioni sono chiare: dopo aver realizzato il sogno di giocare contro suo padre, punta alla nazionale portoghese. Le prestazioni in Serie A potrebbero essere il trampolino di lancio decisivo per raggiungere anche questo traguardo.




