Napoli in crisi, Allegri e società sotto accusa

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Cronache sport calcio
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La crisi del Napoli ha radici profonde, che sembrano risalire a scelte e dichiarazioni passate della dirigenza. Le parole del presidente De Laurentiis dopo gli addii di Spalletti (“questa squadra la può allenare chiunque”) e Conte (“senza infortuni avremmo rivinto”) hanno creato aspettative che il campo ha poi smentito.

Il decimo posto della stagione post-scudetto, con tre cambi in panchina e la prima esclusione dall’Europa dopo 14 anni, è stato un primo campanello d’allarme. Sebbene il club sia poi tornato al successo, ora una nuova crisi di risultati e identità, aggravata dalla contestazione dei tifosi, ha investito la squadra.

Massimiliano Allegri, allenatore dal curriculum prestigioso, sta vivendo un periodo complicato. Non è ancora riuscito a trasmettere una mentalità vincente al gruppo e le sue scelte sono finite sotto esame, come accaduto nella trasferta di Venezia.

L’azzardo di schierare una formazione largamente rimaneggiata non ha pagato, anzi ha accentuato il rammarico per la reazione tardiva della squadra, arrivata solo con l’ingresso dei titolari nel secondo tempo. Il messaggio al gruppo è apparso contraddittorio.

Le responsabilità, tuttavia, non possono ricadere solo sul tecnico. In campo, le prestazioni dei giocatori sono state ben al di sotto delle attese. La squadra appare priva di motivazioni, fragile psicologicamente e incapace di reagire alle prime avversità.

Il nucleo storico del gruppo sembra aver esaurito la propria spinta propulsiva. Le sconfitte contro Villarreal e Venezia hanno confermato una tendenza negativa, rendendo la vittoria con il Frosinone un episodio isolato e non l’inizio di una ripresa.

A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunta una lunga serie di infortuni che hanno privato Allegri di giocatori fondamentali come Buongiorno, Anguissa, McTominay e Neres. Anche Alisson si è fermato di nuovo subito dopo il suo rientro.

Infine, le critiche hanno investito anche la società per la gestione del mercato. Il Napoli aveva bisogno di una ristrutturazione per ringiovanire la rosa, ma gli investimenti sono stati giudicati insufficienti e i nuovi acquisti non hanno inciso. Allegri e il ds Manna si trovano ora al centro della contestazione.

Le prossime partite contro Bodo/Glimt e Roma saranno decisive per il futuro del progetto. Senza un’immediata inversione di rotta, ogni scenario resta aperto.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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