NAPOLI – Lo avrebbero seguito dopo che aveva ritirato la pensione, aspettando il momento giusto per entrare in azione. Quando il 73enne, in sella alla sua bicicletta, ha cercato di sottrarsi al controllo dell’auto che lo seguiva, i malviventi lo avrebbero tamponato, provocandone la caduta. Poi, una volta a terra, sarebbe arrivata la minaccia: “«”Non ti muovere! Ti ammazzo! Dammi i soldi”.
La rapina è avvenuta il 24 luglio scorso a Secondigliano. L’uomo aveva appena prelevato dall’ufficio postale di via Cassano il denaro della pensione destinato alla moglie invalida. I rapinatori, secondo la ricostruzione degli investigatori, sapevano che il 73enne aveva con sé i contanti perché lo avevano seguito attraverso il cosiddetto “filo di banca”, la tecnica utilizzata per individuare le persone che hanno appena effettuato un prelievo. La vittima è stata derubata di 1000 euro e dello smartphone.
I nomi dei fermati per la rapina
A distanza di oltre due mesi sono arrivati i provvedimenti nei confronti di due presunti responsabili. Questa mattina gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura. Destinatari della misura sono Antonio Imperatore, 31 anni, e Salvatore Scippa, 48 anni.
Per arrivare a loro, gli investigatori hanno svolto una complessa attività di ricostruzione. Hanno combinato i tradizionali strumenti investigativi con l’esame delle informazioni disponibili sui social network.
Il ruolo di TikTok nella vicenda di Secondigliano
Un ruolo importante sarebbe stato giocato in particolare da TikTok. Uno degli indagati è stato infatti individuato anche grazie alle dirette pubblicate da una sua familiare sul social. Gli agenti avrebbero seguito i contenuti trasmessi in diretta e, attraverso l’osservazione del profilo e dei suoi follower, raccolto elementi utili a ricostruire gli spostamenti e a individuare i luoghi riconducibili all’indagato.
Le informazioni raccolte sui social, insieme agli altri elementi acquisiti nel corso dell’indagine, avrebbero quindi consentito agli investigatori di risalire all’identità dei due destinatari della misura e di ricostruire il percorso seguito dopo il prelievo, fino all’aggressione e alla rapina.










