Fabiano Santacroce ha deciso di tornare a giocare. A 40 anni l’ex difensore, con un passato tra Napoli e Parma, ha scelto di rimettersi gli scarpini per ripartire dal Magma Napoli, un club di Prima categoria guidato da un’altra vecchia conoscenza della Serie A, Reginaldo.
In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il centrale ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, condividendo aneddoti su avversari e compagni di squadra. Alla domanda su chi sia stato il giocatore più forte mai affrontato, non ha avuto dubbi: “Pato. Nel suo primo anno al Milan era impossibile da marcare”.
Il brasiliano non è stato l’unico attaccante a creargli difficoltà. Per descrivere Hernan Crespo, Santacroce ha usato un paragone cinematografico: “È stato uno di quelli che mi ha dato più fastidio, aveva un’intelligenza tattica smisurata. Avete presente la scena della partita in spiaggia in ‘Tre uomini e una gamba’? Ecco, sfidarlo era così. All’improvviso spariva, sembrava si nascondesse sotto la sabbia”.
Gli episodi curiosi non sono mancati, come ha ammesso lui stesso: “In campo ne ho viste di tutti i colori”. Uno dei più singolari ha coinvolto Antonio Cassano, all’epoca alla Sampdoria. “Ero teso, loro avevano una grande squadra. A un certo punto, sento una voce: ‘Santa, Santa’. Era Antonio, che mi ha detto: ‘Guarda cosa faccio adesso'”.
“Si è avvicinato a un mio compagno di squadra, che lui conosceva bene, e gli ha strizzato il sedere. Siamo scoppiati tutti a ridere in piena partita, era un folle”, ha raccontato.
Tuttavia, anche Santacroce è stato protagonista di momenti accesi. Ha ricordato una rissa scatenata con l’allora compagno di squadra Ezequiel Lavezzi. “Sono arrivato a Napoli nel 2008, avevo 22 anni. Durante una cena nel mio primo mese in azzurro, Lavezzi ha iniziato a lanciarmi cubetti di ghiaccio”.
“Io ho reagito scagliando una bottiglia di Coca-Cola che ha colpito il gruppo dei sudamericani. Ne è nata una maxi-rissa con un inseguimento sul lungomare di Napoli. Eravamo circa dieci auto, è stato un delirio”, ha continuato. “Il giorno successivo ci siamo confrontati e abbiamo chiarito tutto. Da quel momento, io e il Pocho siamo diventati grandi amici e ci sentiamo ancora”.
A tenere le redini del gruppo c’era il capitano Paolo Cannavaro, noto per i suoi scherzi. L’ex difensore ha svelato il più recente: “Stavo attraversando la strada in centro a Napoli, quando lui, in sella al suo T-Max con il casco integrale, ha iniziato ad accelerare, quasi investendomi. Ero già pronto a litigare”.
“Poi si è tolto il casco e ha detto: ‘Ti sei spaventato, eh?’. Ci siamo abbracciati”, ha concluso, ricordando con affetto i suoi anni napoletani. La sua carriera ora proseguirà con una nuova avventura, dimostrando un amore per il calcio che non conosce età.









