La seconda sconfitta consecutiva in Champions League ha lasciato un sapore amaro in casa Napoli. Oltre al risultato negativo contro il Villarreal, a tenere banco è stato il visibile nervosismo tra l’allenatore Massimiliano Allegri e la sua stella, Kevin De Bruyne.
Per larghi tratti del primo tempo, le telecamere hanno inquadrato un Allegri furioso, che ha provato a richiamare l’attenzione del suo numero dieci urlando ripetutamente “Kevin, Kevin”. L’indicazione tattica era chiara: il tecnico voleva che il fantasista belga abbassasse il suo raggio d’azione per agire da regista basso, quasi in linea con Scott McTominay. Questo movimento avrebbe permesso al centrocampista scozzese di avere più libertà di inserimento, andando a supportare l’unica punta Rasmus Hojlund.
Le richieste dell’allenatore, però, sono cadute nel vuoto. Il giocatore non solo non ha modificato la sua posizione, ma non ha neanche accennato a un cenno d’intesa con la panchina, continuando a giocare nella sua zona preferita sulla trequarti. Anzi, la sua frustrazione è apparsa evidente attraverso gesti di stizza e lamentele verso i compagni, un atteggiamento che ha fatto infuriare ulteriormente Allegri, impotente nel veder disattese le sue disposizioni.
Interrogato sull’episodio nel post-partita, il campione belga ha tentato di smorzare i toni con una dichiarazione di circostanza: “Non ci siamo capiti, sono cose che succedono in campo”. Una frase che, sebbene diplomatica, non ha nascosto una crepa evidente nella comunicazione tra i due protagonisti.
Anche il tecnico, pur senza creare polemiche, ha lasciato trasparire il suo disappunto per una prestazione collettiva e individuale al di sotto delle aspettative, sottolineando l’importanza di seguire le direttive per il bene della squadra. Il gruppo si è ritrovato al centro sportivo di Castel Volturno per analizzare la sconfitta e preparare i prossimi impegni. È in questa sede che Allegri avrà avuto l’opportunità di confrontarsi privatamente con il giocatore, per chiarire le divergenze tattiche e ricucire uno strappo che rischia di minare l’equilibrio dello spogliatoio.
L’episodio non è fine a se stesso, ma si inserisce in un momento delicato per il club partenopeo in Europa. Per il trequartista, inoltre, si tratta di un passo indietro dopo l’illusoria doppietta siglata contro il Frosinone in campionato, che sembrava aver segnato la sua definitiva rinascita. Ora lo attendono due banchi di prova fondamentali, prima in Serie A contro il Venezia e poi di nuovo in Champions League contro il Bodø/Glimt. Saranno partite decisive per ritrovare la rotta e per dimostrare che l’intesa con il suo allenatore è stata pienamente recuperata, non solo a parole.





