L’acqua e l’energia rappresentano risorse strategiche che incidono direttamente sul sistema economico e produttivo italiano. Fino al 20% del Prodotto Interno Lordo dipende infatti dalla disponibilità idrica, mentre la filiera dell’acqua genera un impatto rilevante con un moltiplicatore economico che raggiunge quota 2,8, dimostrando un forte effetto trainante sugli altri settori.
In questo contesto, il Gruppo CAP ha lanciato SHIFT, una nuova piattaforma nata per favorire la collaborazione tra pubblico e privato. Il progetto promuoverà l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di modelli integrati tra i diversi servizi ambientali, con l’obiettivo di definire soluzioni scalabili per la transizione ecologica.
SHIFT riunisce operatori industriali, aziende tecnologiche, centri di ricerca e attori della pianificazione territoriale. Tra i partner figurano il Politecnico di Milano e l’Ordine degli Ingegneri del capoluogo lombardo, che contribuiranno allo sviluppo scientifico e tecnico dell’iniziativa. L’obiettivo comune è costruire modelli avanzati per la gestione sinergica delle infrastrutture.
La piattaforma risponde alla necessità di affrontare le sfide climatiche ed energetiche superando la logica degli interventi isolati. Le infrastrutture ambientali, che includono i sistemi idrici, energetici e di gestione dei rifiuti, assumono un ruolo chiave per la competitività e la resilienza dei territori, diventando elementi centrali di un nuovo modello di sviluppo.
Le attività di SHIFT si articoleranno su tre direttrici. La prima riguarda la transizione climatica, con la promozione di soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions) e il raggiungimento della neutralità energetica delle infrastrutture.
Il secondo pilastro si concentrerà sulla bioeconomia, puntando al riuso delle acque reflue e alla valorizzazione delle matrici organiche in un’ottica di economia circolare. Il terzo asse di intervento riguarderà l’integrazione tra il Servizio Idrico Integrato e i sistemi energetici, come le reti di teleriscaldamento e le filiere dei rifiuti.
Il debutto operativo della piattaforma è coinciso con la pubblicazione del primo Policy Brief, uno strumento che intende collegare la ricerca scientifica alle decisioni politiche. Il documento analizza le opportunità di integrazione tra le infrastrutture idriche e i sistemi energetici urbani, evidenziando il potenziale del recupero energetico dalle acque reflue.
Gli impianti di depurazione possono infatti trasformarsi in vere e proprie “miniere energetiche”. Le reti fognarie mantengono una temperatura stabile tra i 10 e i 20 gradi durante tutto l’anno. Questa risorsa termica, ancora poco sfruttata, può alimentare le reti di teleriscaldamento grazie all’impiego di pompe di calore industriali.
Nonostante il grande potenziale, la diffusione di questi modelli innovativi è ostacolata dall’attuale quadro normativo nazionale. Le barriere economiche e regolatorie, infatti, limitano la scalabilità dei progetti e la loro replicabilità su larga scala.
Per superare questi ostacoli, SHIFT ha avanzato alcune proposte concrete. La piattaforma chiede di equiparare il calore recuperato all’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi ambientali europei fissati per il 2045. Propone inoltre la defiscalizzazione dell’energia elettrica utilizzata nei processi di recupero termico.
Un altro punto fondamentale riguarda la semplificazione degli iter autorizzativi, un passaggio essenziale per ridurre i costi dei progetti e garantire l’utilizzo dei fondi stanziati, come quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, entro le scadenze previste.
SHIFT si propone quindi come un abilitatore di sistema, offrendo ai decisori pubblici analisi tecniche e proposte operative. L’obiettivo è promuovere una visione integrata che trasformi le infrastrutture ambientali in motori di crescita sostenibile, innovazione e valore per l’intero sistema nazionale.


















