Nazionale, Bianchedi lascia il ruolo di capo delegazione

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Cronache sport calcio
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Diana Bianchedi ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di capo delegazione della Nazionale italiana di calcio. La sua esperienza, iniziata con l’intento di portare una “rivoluzione culturale” all’interno della FIGC, si è conclusa in modo repentino dopo un solo raduno e una trasferta.

La nomina dell’ex campionessa olimpica di scherma, annunciata il 10 agosto, è stata una decisione personale del presidente federale Giovanni Malagò, presa senza consultare le altre componenti del governo del calcio. La scelta aveva suscitato fin da subito perplessità e malumori negli ambienti federali, dove molti si erano interrogati sulla pertinenza di una figura esterna al mondo del pallone per un ruolo così strategico.

L’idea di Malagò era quella di introdurre una figura con un forte profilo internazionale e diplomatico, capace di gestire le relazioni con le altre delegazioni e di portare una nuova prospettiva. Questo incarico, in passato, era stato ricoperto da figure iconiche del calcio italiano come Gigi Riva, Gianluca Vialli e, più di recente, Gianluigi Buffon. I suoi predecessori avevano saputo costruire un rapporto profondo e diretto con la squadra, diventandone un punto di riferimento insostituibile.

Il progetto di “rivoluzione” è tuttavia naufragato rapidamente. L’esperienza di Bianchedi si è esaurita durante il raduno per le partite di Nations League. L’immagine della sua solitudine nei corridoi dello stadio di Bursa, in Turchia, durante la trasferta per la partita contro la squadra allenata da Vincenzo Montella, ha rappresentato simbolicamente la distanza tra la dirigente e l’ambiente del gruppo azzurro.

La sua figura è apparsa isolata, in netto contrasto con il clima di familiarità che i suoi predecessori avevano creato. Per lunghe stagioni, infatti, il post-partita era stato caratterizzato dai dialoghi di Riva con i “suoi” ragazzi o dalle battute di Buffon con i suoi ex compagni. Bianchedi era stata chiamata a interpretare il ruolo in modo diverso e inedito, ma il tempo per costruire un nuovo modello di gestione è scaduto prima ancora di poter iniziare.

Riguardo al futuro, la questione della successione non verrà affrontata nell’immediato. La scelta del nuovo capo delegazione è una prerogativa del presidente della FIGC, ma la posizione dello stesso Malagò è attualmente in bilico. Si dovrà attendere l’esito della riunione della Giunta CONI, in programma il prossimo martedì, durante la quale si voterà sul destino del presidente federale. Fino ad allora, il futuro della governance azzurra rimarrà incerto.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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