NOME E FOTO. Operaio precipita nel vuoto e muore a Grumo Nevano: era un 62enne di Giugliano

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Paolo Palma
Paolo Palma

GIUGLIANO – Il rumore sordo di un corpo che impatta contro il suolo, poi il silenzio irreale che cala su via Cesare Battisti. La mattinata di Grumo Nevano è stata segnata da una tragedia che aggiunge un nuovo, drammatico capitolo a quella che ormai appare come una strage senza fine sui luoghi di lavoro. Paolo Palma, 62 anni, di Giugliano, non tornerà a casa dalla sua famiglia. La sua vita si è interrotta bruscamente in un cantiere edile dove erano in corso lavori di abbattimento e ricostruzione di un edificio.

Erano le prime ore della mattina quando l’operaio è precipitato dall’impalcatura. Un volo fatale, che non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono accorsi in pochi minuti i carabinieri della locale caserma, insieme agli ispettori del lavoro dell’Asl Napoli Nord e al magistrato di turno presso la Procura di Napoli Nord. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni centimetro del cantiere per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento, gli accertamenti si concentrano su più fronti: oltre alla verifica della regolare posizione lavorativa dell’uomo – che stando alle prime risultanze sembrerebbe assunto in regola – si analizza la dinamica della caduta.

Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa quella di un malore improvviso che potrebbe aver colto Palma mentre era al lavoro, facendogli perdere l’equilibrio. La salma è stata trasferita presso l’obitorio di Giugliano, dove nelle prossime ore sarà eseguito l’esame autoptico, atto necessario per chiarire con certezza le cause del decesso.

L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza, diventando il simbolo di un’emergenza nazionale che continua a colpire duramente il territorio campano. Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, ha espresso profondo sgomento, legando il dramma di Grumo Nevano alla necessità di un cambio di passo. “Da tempo denunciamo la necessità di controlli serrati e di una rigida applicazione delle norme, dei dispositivi di sicurezza e di una formazione mirata”, ha dichiarato Ricci. “Perdere la vita a 62 anni cadendo da un’impalcatura senza alcun ancoraggio ci lascia senza parole”.

Il segretario ha poi accolto con favore il rafforzamento dell’azione giudiziaria, citando l’assegnazione alla Procura di Napoli del procuratore aggiunto Francesco Soviero, che avrà il compito di guidare proprio la sezione dedicata ai reati in ambito lavorativo. “Confidiamo nell’azione della magistratura”, ha aggiunto, ricordando come la vigilanza e la prevenzione debbano restare le uniche priorità.

A farsi interprete del sentimento cittadino è il sindaco di Grumo Nevano, Umberto Cimmino, che ha proclamato il dolore di un’intera città. “È un giorno di dolore per tutta la nostra comunità”, ha affermato il primo cittadino. “Quando una persona perde la vita mentre svolge il proprio lavoro, il dolore assume un significato ancora più profondo. Dietro ogni notizia ci sono una famiglia, degli affetti, dei progetti e una vita che non potrà più tornare”.

Il sindaco ha poi ribadito il sostegno dell’amministrazione verso i familiari, unendosi in un “silenzioso abbraccio di solidarietà e rispetto”. Mentre le autorità proseguono le indagini per verificare eventuali responsabilità o mancanze nelle dotazioni di sicurezza, la domanda che resta sospesa nell’aria – come in ogni cantiere diventato teatro di morte – è quanto ancora si debba attendere affinché il diritto al lavoro non si trasformi in una condanna a morte.

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