NOMI E FOTO. Condanne per 10 affiliati al clan Ciccarelli di Caivano

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Antonio Ciccarelli e Ciro Ciccarelli
Antonio Ciccarelli e Ciro Ciccarelli
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CAIVANO – Condanne fino a venti anni di reclusione, multe per migliaia di euro e risarcimenti alle parti civili. È il verdetto pronunciato due giorni fa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli Raffaele Coppola nel procedimento che vede coinvolti diversi esponenti del clan Ciccarelli, ritenuta tra i protagonisti degli equilibri criminali del Parco Verde di Caivano e conosciuta per il suo peso nel traffico di stupefacenti. L’inchiesta, che comprende contestazioni a vario titolo e ricostruisce anche un presunto giro di estorsioni, si è conclusa con dieci condanne, mentre per altri imputati sono arrivate assoluzioni da specifici capi d’accusa.

Le pene più severe hanno raggiunto i vent’anni di carcere. Antonio Ciccarelli è stato condannato a 17 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione; Giovanni Ciccarelli a 20 anni, oltre a una multa di 6.886 euro. Stessa pena per il boss Domenico Ciccarelli (alias ‘caciotta’) e Vincenzo Zampella, entrambi condannati a vent’anni e a una multa di 6.886 euro. Ciro Ciccarelli dovrà scontare 19 anni e 4 mesi, con una multa di 3.333 euro. Pene di 9 anni e 4 mesi sono state inflitte a Ciro Di Pierno e Gennaro De Marco. Angelo Ferraiuolo è stato condannato a 9 anni e 4 mesi, oltre a una multa di 1.333 euro, mentre Bruno Ciccarelli ha ricevuto una pena di 7 anni, un mese e 10 giorni, con una multa di 5.333 euro. Antonio Esposito è stato condannato a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione e a una multa di 3.555 euro.

Il dispositivo riconosce la responsabilità degli imputati per i reati contestati nei rispettivi capi d’imputazione, escludendo alcune recidive e applicando la riduzione prevista per il rito scelto. Per comprendere nel dettaglio le singole condotte contestate sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni, fissato entro sessanta giorni. Il procedimento riguarda una pluralità di episodi e posizioni individuali, che non possono essere sovrapposte né ricondotte indistintamente a tutti gli imputati. Il verdetto contiene anche assoluzioni relative a specifiche contestazioni. Domenico Ciccarelli è stato assolto dal capo 6, Angelo Ferraiuolo e Domenico Vitale dal capo 12, mentre Rita De Luca è stata assolta dal capo 1. Per queste posizioni il giudice ha disposto i provvedimenti conseguenti sul piano cautelare, compresa la liberazione di De Luca e Vitale, se non detenuti per altra causa. Per Domenico Ciccarelli e Ferraiuolo è stata dichiarata l’inefficacia della misura cautelare limitatamente ai capi dai quali sono stati assolti.

Il giudice ha inoltre disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per diversi condannati, l’interdizione legale durante l’esecuzione della pena e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per due anni dopo l’espiazione. Per alcuni è stata prevista anche la libertà vigilata per due anni al termine della pena. Sul fronte dei risarcimenti, Ferraiuolo ed Esposito sono stati dichiarati responsabili in solido dei danni subiti da un uomo. Dieci imputati sono stati inoltre condannati, sempre in solido, al risarcimento dei danni in favore di “Sos Impresa – Rete per la Legalità, coordinamento regionale della Campania”, da quantificare in un separato giudizio. Disposto anche il pagamento delle spese legali sostenute dalle parti civili, mentre è stata respinta la richiesta di una provvisionale immediatamente esecutiva. Il dispositivo segna così un passaggio giudiziario rilevante in una vicenda che tocca gli interessi criminali nell’area di Caivano, ma per ricostruire con precisione il ruolo attribuito a ciascun imputato nelle presunte estorsioni e negli altri reati sarà decisivo leggere le motivazioni della sentenza.

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