AFRAGOLA – Un sistema di allarme che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato disattivato dall’interno. Due uomini vestiti di scuro, con cappellini da baseball e guanti neri, che raggiungono la farmacia ospedaliera, forzano una porta con dei cacciavite e puntano dritti ai frigoriferi e agli armadi che custodiscono medicinali oncologici. Poi i farmaci finiscono in sacchi neri per la spazzatura e spariscono nel giro di pochi minuti. Un’incursione rapida, studiata per colpire dove erano custodite terapie salvavita, il cui valore complessivo per il Servizio sanitario nazionale è stato stimato in 822.236,85 euro.
A distanza di mesi dal furto all’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, l’inchiesta aggiunge due nuovi indagati al quadro investigativo: tra loro c’è anche una guardia giurata che avrebbe agevolato il colpo. Ieri mattina i carabinieri della compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali, emessa dal gip Rossella Grassi, del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, nei confronti di due persone accusate di furto aggravato di farmaci oncologici. Il provvedimento prevede una misura in carcere e una agli arresti domiciliari. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e gli indagati potranno difendersi dalle accuse.
Tra loro figura Salvatore Abbruzzo, 47 anni, rinchiuso ai domiciliari, guardia giurata in servizio per una delle società incaricate della vigilanza. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe avuto un ruolo nell’azione criminale, intervenendo per disattivare il sistema di allarme attraverso il tastierino da remoto. Un passaggio che, se confermato, avrebbe consentito agli autori materiali di entrare nei locali senza far scattare la segnalazione di sicurezza. L’altro destinatario del provvedimento è Ciro Sacchettino, 45 anni, destinatario della misura cautelare in carcere, già detenuto e coinvolto nel primo filone dell’indagine sui furti di farmaci oncologici.
Gli inquirenti lo ritengono legato a un gruppo criminale specializzato nei colpi ai danni delle farmacie ospedaliere in diverse zone d’Italia. Tra gli episodi che gli vengono contestati figurano anche furti commessi nel 2024 al Policlinico universitario Federico II di Napoli. Il colpo al Pascale risale al 17 settembre 2025. Le indagini, condotte dal Nucleo operativo della compagnia Napoli Vomero tra settembre e ottobre dello scorso anno e coordinate dalla Procura partenopea, hanno ricostruito la sequenza dell’incursione attraverso un lavoro investigativo articolato, partito dall’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza e proseguito con intercettazioni ambientali, perquisizioni e sequestri.
Dai filmati, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, emergerebbe l’ingresso di due uomini vestiti di scuro, con cappellini e guanti in lattice. I due avrebbero utilizzato l’ascensore per raggiungere il reparto, attraversato il corridoio e forzato con dei cacciavite la porta della farmacia. Una volta dentro, si sarebbero diretti senza esitazioni verso la stanza frigorifero e gli armadi metallici dove erano custoditi i medicinali. I farmaci sarebbero stati raccolti in sacchi neri e portati via seguendo il percorso utilizzato per entrare. Una manciata di minuti, durante i quali sarebbero stati sottratti prodotti dal valore complessivo superiore agli 822mila euro.
Nel bottino, oltre ai medicinali oncologici salvavita, c’erano anche farmaci destinati alla sperimentazione, contenenti molecole non ancora disponibili in commercio. È proprio la natura dei prodotti rubati a rendere particolarmente delicata la vicenda: non soltanto un danno economico ingente per il Servizio sanitario nazionale, ma anche la sottrazione di medicinali legati a cure oncologiche e alla ricerca. Ora gli accertamenti puntano a definire i ruoli dei soggetti coinvolti e a chiarire ogni aspetto del furto. Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.












