La startup statunitense Aikido Technologies ha lanciato il progetto AO60DC per rispondere alla crescente fame di energia dell’intelligenza artificiale. L’idea è quella di integrare i data center direttamente all’interno di piattaforme eoliche galleggianti in mare, una soluzione che l’azienda sta sviluppando tra Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. L’obiettivo è alimentare l’IA con energia rinnovabile prodotta in loco, riducendo costi e impatto ambientale a terra.
Le proiezioni indicano che nel 2025 i centri elaborazione dati dedicati all’IA avranno consumato 448 TWh, un valore paragonabile all’intero fabbisogno elettrico della Germania. Si stima che questa domanda possa raddoppiare entro cinque anni, mettendo a dura prova le reti elettriche e alimentando l’opposizione dei cittadini alla costruzione di nuove infrastrutture a terra.
La risposta di Aikido è la piattaforma AO60DC, un sistema ibrido che combina in un’unica struttura una turbina eolica, sistemi di accumulo e l’infrastruttura digitale. La struttura è composta da una torre centrale e tre gambe stabilizzatrici che ospitano le sale dati modulari. Ogni piattaforma potrà fornire 10-12 MW di capacità di calcolo, alimentata da una turbina da 15-18 MW e supportata da batterie con oltre 4 ore di autonomia.
Uno degli elementi più innovativi del progetto è il sistema di raffreddamento. Il calore generato dai server viene trasferito passivamente all’acqua marina attraverso le pareti in acciaio della struttura, eliminando la necessità di impianti di climatizzazione tradizionali. Questa tecnologia punta a un’efficienza energetica (PUE) di 1,08, un valore nettamente inferiore alla media globale di 1,5. L’azienda stima una riduzione del 70% dei costi legati al raffreddamento.
La piattaforma è stata progettata con un approccio “flat-pack” modulare, composto da elementi in acciaio prefabbricati che consentono un assemblaggio in pochi giorni, rispetto ai mesi richiesti per le strutture offshore tradizionali. Le sale dati vengono costruite a terra e integrate durante il montaggio finale in porto, semplificando la logistica.
La roadmap del progetto è già definita. Un primo prototipo da 100 kW sarà testato nel Mare del Nord entro il 2026. Seguirà un dimostratore su larga scala da 15 MW presso il METCentre in Norvegia, con installazione prevista nel 2027. Il primo impianto commerciale dovrebbe entrare in funzione nel Regno Unito nel 2028. A lungo termine, si punta a riconvertire oltre 50 GW di siti eolici offshore già autorizzati.
Il modello presenta tuttavia alcune criticità. La produzione eolica è per sua natura intermittente, mentre l’intelligenza artificiale richiede un’alimentazione costante. Inoltre, l’integrazione di sistemi di accumulo potrebbe far lievitare i costi. Infine, non mancano le preoccupazioni per il potenziale impatto termico cumulativo sugli ecosistemi marini, a fronte di una forte concorrenza internazionale, come dimostra un impianto simile già attivo in Cina.


















