Nuova Zelanda: bonifica amianto a Ocean Beach durerà decenni

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Bonifica amianto
Bonifica amianto

La spiaggia di Ocean Beach, in Nuova Zelanda, potrebbe necessitare di interventi di bonifica dall’amianto per i prossimi 30-50 anni. La notizia emerge da un recente rapporto del consiglio comunale, nonostante il sito, situato vicino alla cittadina di Bluff, sia stato riaperto al pubblico lo scorso agosto dopo un’imponente opera di messa in sicurezza.

Il litorale era stato interdetto nel 2018, in seguito al ritrovamento di materiali contenenti asbesto. L’origine della contaminazione è stata ricondotta a una vecchia discarica situata nelle immediate vicinanze della spiaggia, i cui rifiuti stavano riaffiorando a causa dell’erosione.

Nel corso dell’ultimo anno, i lavori hanno portato alla rimozione di circa 9.000 tonnellate di rifiuti dall’area della discarica, inclusi i materiali contaminati. Parallelamente, è stato costruito un muro di protezione in roccia lungo 90 metri, impiegando 6.500 tonnellate di pietrame per contrastare l’avanzata del mare.

L’operazione ha avuto un costo di svariati milioni di dollari ed è stata finanziata dal Department of Conservation (DOC), dal Ministero per l’Ambiente e dall’Invercargill City Council. Secondo i tecnici, la barriera è stata progettata per proteggere l’area più esposta all’erosione per un periodo stimato di cento anni.

Tuttavia, il rapporto del responsabile del consiglio comunale per il Bluff Community Board, citato dalla rivista RNZ, ha delineato una prospettiva a lungo termine. Il documento ha evidenziato la necessità di rimuovere future quantità “significative” di amianto, con un piano di lavori che potrebbe estendersi per un periodo compreso tra 30 e 50 anni.

In questo contesto, il governo neozelandese ha annunciato la creazione di un fondo da 30 milioni di dollari destinato alla bonifica di siti contaminati e discariche vulnerabili agli eventi meteorologici estremi. Ocean Beach rientrerà tra i primi siti a beneficiare di questi finanziamenti per affrontare le criticità residue.

La gestione di sostanze pericolose come l’asbesto in Nuova Zelanda è regolata da norme severe. L’importazione e l’uso di questo materiale sono vietati, sebbene l’Environmental Protection Authority (EPA), l’agenzia governativa per la tutela ambientale, possa concedere licenze per usi specifici e limitati, come la ricerca, in assenza di alternative valide.

Attualmente, Ocean Beach è aperta e accessibile ai visitatori, ma l’area rimane sotto stretta sorveglianza con monitoraggi periodici per rilevare l’eventuale riaffiorare di contaminanti. Le autorità locali hanno confermato che il rischio per il pubblico è considerato basso e che la gestione del sito si inserisce in una strategia a lungo termine per bilanciare la fruizione pubblica, la protezione dell’ambiente e la prevenzione sanitaria.

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