Il governo dei Paesi Bassi ha approvato una legge che, a partire dal 1° gennaio 2026, vieterà il possesso di alcune razze di gatti. La misura, che completa un precedente bando sull’allevamento, non sarà retroattiva e rappresenta un passo significativo verso la tutela del benessere animale.
L’obiettivo è contrastare la diffusione di razze selezionate per caratteristiche estetiche che, tuttavia, causano gravi sofferenze e patologie genetiche. La normativa non elenca esplicitamente ogni singola razza, ma si concentra su due categorie principali: i gatti con le orecchie piegate, noti come “fold”, e quelli privi di pelo.
La razza più celebre della prima categoria è lo Scottish Fold, riconoscibile per le sue caratteristiche orecchie ripiegate in avanti. Tra i gatti nudi, il più diffuso è il Canadian Sphynx, noto comunemente come “gatto sfinge”. Entrambe le tipologie sono il risultato di selezioni genetiche mirate a ottenere un aspetto particolare, pagato a caro prezzo in termini di salute.
Lo Scottish Fold, la cui selezione è iniziata negli anni Sessanta, deve le sue orecchie piegate a una condizione genetica chiamata osteocondrodisplasia. Si tratta di uno sviluppo anomalo delle ossa e delle cartilagini che non colpisce solo le orecchie, ma predispone l’animale a una serie di dolorosi problemi articolari degenerativi, che possono manifestarsi fin dalla giovane età.
Anche i gatti senza pelo, come lo Sphynx, affrontano numerosi problemi di salute. La loro pelle nuda è soggetta a irritazioni, scottature e infezioni. Hanno inoltre difficoltà a regolare la propria temperatura corporea e sono inclini a patologie auricolari. Selezionati a partire dagli anni Sessanta e diventati popolari nel decennio successivo, questi felini hanno un’aspettativa di vita media inferiore ai sette anni.
La loro fragilità li costringe a una vita prevalentemente al chiuso, lontani dalla luce solare diretta. Spesso vengono scelti erroneamente perché considerati anallergici, una credenza priva di fondamento scientifico. Il divieto introdotto dal governo olandese non è quindi un capriccio, ma un intervento mirato a porre fine a un accanimento genetico.
Si vuole limitare la diffusione di razze la cui esistenza è intrinsecamente legata a una vita di sofferenza e cure mediche costanti. La legge, che vieterà di possedere esemplari nati dopo il 1° gennaio 2026, si affianca al divieto di allevamento già in vigore, consolidando una cultura di maggiore attenzione e civiltà nei confronti degli animali.




















