Operaio morto a Caivano, il titolare nega le accuse: “Ero in un altro cantiere”

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Salvatore Calignano
Salvatore Calignano
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CAIVANO – Ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero e del giudice per le indagini preliminari, fornendo la propria versione dei fatti e chiarendo i rapporti di lavoro con Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni originario di Orta di Atella, morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano lo scorso 2 ottobre. Si è svolto ieri l’interrogatorio di garanzia di Michele De Rosa, imprenditore di 36 anni, originario di Maddaloni e residente a Caivano, raggiunto da un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia. L’uomo, difeso dall’avvocato Ferdinando Letizia, è gravemente indiziato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Contestazioni che dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario e rispetto alle quali resta ferma la presunzione di innocenza.

Al centro dell’interrogatorio, la ricostruzione dell’incidente e, soprattutto, il ruolo dell’imprenditore nell’attività che si stava svolgendo sul tetto del capannone. Secondo quanto riferito dal difensore, De Rosa avrebbe chiarito di avere un rapporto di lavoro con la vittima, precisando però che il cantiere in cui si è verificata la caduta non sarebbe stato di sua competenza. “Ha specificato il rapporto di lavoro che aveva con la vittima. Ha specificato che quel cantiere dove si è verificato il sinistro non è un cantiere suo: lui lavorava su un altro cantiere, sempre all’interno di quel complesso”, ha spiegato l’avvocato Letizia, illustrando i punti principali delle dichiarazioni rese dal proprio assistito.

La difesa sostiene inoltre che la presenza di Calignano sul tetto non sarebbe stata determinata da un’indicazione impartita da De Rosa. “Se il signor Calignano è salito là sopra, sicuramente non per volontà e su indicazione di De Rosa, ma per volontà evidentemente sua e di qualche altro che lo ha indirizzato verso quella attività”, ha dichiarato il legale. Si tratta della ricostruzione della difesa, che dovrà essere confrontata

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