Ora legale permanente: la proposta per l’Italia

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Ora permanente
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Il dibattito sull’adozione permanente dell’ora legale in Italia è entrato in una fase cruciale con un’audizione presso la Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati. L’indagine conoscitiva ha avuto lo scopo di valutare l’impatto di un’eventuale abolizione del cambio d’ora semestrale. Tra gli esperti ascoltati, Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili, ha presentato una dettagliata analisi a sostegno della fine dell’ora solare, evidenziando i numerosi vantaggi a livello energetico, ambientale e sociale.

La questione non è nuova in Europa. Già nel 2018, una consultazione pubblica ha rivelato che l’84% di 4,6 milioni di cittadini europei desiderava la fine del cambio orario. Sebbene il Parlamento europeo avesse approvato una proposta in tal senso, l’iter si è arenato per la mancanza di un accordo in seno al Consiglio, bloccando di fatto ogni decisione. La discussione si è riaccesa di recente, anche grazie all’iniziativa della Spagna, ma permane una divisione tra i Paesi del Sud, più favorevoli all’ora legale permanente, e quelli del Nord, che preferirebbero mantenere l’ora solare.

Secondo l’analisi presentata, i benefici per l’Italia sarebbero significativi. Terna ha stimato che mantenere l’ora legale tutto l’anno porterebbe a un risparmio energetico annuo di circa 302 milioni di kWh, evitando l’emissione di 142.000 tonnellate di CO2. Il meccanismo è semplice: posticipare di un’ora l’accensione della luce artificiale durante le ore lavorative, soprattutto nei mesi autunnali e primaverili, produce un effetto tangibile sui consumi nazionali. Negli ultimi vent’anni, questa misura ha già permesso di risparmiare 12 miliardi di kWh.

Oltre all’aspetto energetico e ambientale, sono stati sottolineati i vantaggi sociali e di sicurezza. Un’ora di luce in più la sera potrebbe contribuire a ridurre i fenomeni di microcriminalità e il numero di incidenti stradali. Inoltre, l’eliminazione del cambio d’ora eviterebbe i disturbi del ciclo sonno-veglia che molte persone lamentano a ogni passaggio, con effetti positivi sull’attenzione e la produttività.

L’intervento non ha ignorato le possibili criticità, come le mattine più buie durante l’inverno. Per mitigare questi effetti, sono state avanzate alcune proposte concrete. Tra queste, l’introduzione dello smart working “misto”, incentivandolo nelle prime ore del mattino per ridurre il traffico nelle ore senza luce naturale. Si è anche suggerito di valutare un leggero slittamento dell’orario di inizio delle lezioni scolastiche nei mesi più freddi, per allinearlo meglio con l’alba.

Altre soluzioni includono l’installazione di sistemi di illuminazione stradale adattivi, che regolano l’intensità in base alla luminosità reale, e l’avvio di studi specifici per mappare le poche attività che potrebbero essere penalizzate dalla misura. A livello europeo, si è ipotizzata la creazione di due fasce orarie per conciliare le diverse esigenze geografiche.

La conclusione dell’audizione è stata netta: per l’Italia, i vantaggi dell’adozione permanente dell’ora legale superano di gran lunga gli svantaggi. Questi ultimi, peraltro, potrebbero essere gestiti con misure correttive mirate. La raccomandazione finale è stata quindi quella di procedere con l’abolizione del cambio d’ora, una scelta che appare vantaggiosa per l’economia, l’ambiente e il benessere dei cittadini.

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