Pallone d’Oro: i segreti svelati da un ex direttore

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Cronache sport calcio
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L’ex direttore di France Football, Pascal Ferré, ha svelato numerosi retroscena sul Pallone d’Oro nel suo libro “La faccia nascosta del Pallone d’oro”. Il testo esplora le dinamiche segrete, le pressioni e gli aneddoti che hanno caratterizzato la storia del premio individuale più prestigioso nel mondo del calcio.

Ferré ha raccontato di tentativi di corruzione, sempre falliti. In un caso, un calciatore della nazionale francese ha provato a sondare telefonicamente la possibilità di “comprare” dei voti, senza alcun successo. Un agente di un giocatore di Premier League è stato ancora più diretto, lasciando una busta su un tavolino durante un incontro, busta che Ferré ha dichiarato di aver consegnato alla reception dell’hotel senza aprirla.

Le reazioni dei vincitori sono state tra le più varie. Luka Modrić, vincitore nel 2018, è scoppiato in lacrime alla notizia, incredulo e sopraffatto dall’emozione. Al contrario, Lionel Messi ha accolto la delegazione di France Football in un’occasione con pizza fredda e una bibita, mentre Cristiano Ronaldo ha sempre mantenuto un approccio più formale, preferendo cene ufficiali.

Il Pallone d’Oro è diventato anche uno strumento di potere per i club. Il Barcellona aveva inserito nel contratto di Messi un bonus legato alla vittoria, subordinato alla sua presenza alla cerimonia per ragioni di immagine. La rivalità tra Real Madrid e Barcellona si è manifestata anche in queste occasioni, come quando il club madrileno ha ritirato la propria delegazione per protesta. I dispetti sono proseguiti persino in aeroporto, con un volo ritardato per ostacolare quello del club rivale.

Nato quasi per caso per aumentare le vendite del giornale, il premio si è trasformato in un evento globale. La votazione, un tempo gestita artigianalmente, avviene ora tramite un portale online a cui accedono 100 giornalisti dei primi cento paesi del ranking FIFA. Questi giurati hanno subito forti pressioni. Ferré stesso ha ammesso di aver sfruttato la sua influenza, dopo essere passato al PSG, per promuovere la candidatura di un giocatore.

Non sono mancate le polemiche e le assenze di peso. Cristiano Ronaldo ha rifiutato di partecipare a una cerimonia quando ha saputo che il vincitore sarebbe stato Messi, definito dal suo agente “l’altro”. Anche Megan Rapinoe non si è mai presentata a ritirare il suo trofeo nel 2019. Altri, come Zinédine Zidane nel 1998, hanno mostrato un’estrema attenzione ai dettagli, chiedendo di riformulare l’annuncio della sua vittoria.

Le recenti cerimonie hanno offerto aneddoti curiosi: a Rodri sono state ridipinte le stampelle di nero su sua richiesta, mentre a Emiliano Martínez è stato chiesto di indossare le scarpe al posto delle infradito. In vista delle prossime edizioni, Ferré ha lanciato un avvertimento ai candidati: un’eccessiva campagna mediatica può infastidire i giurati e rivelarsi controproducente.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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