C’è stato un tempo in cui Lorenzo Palmisani giocava a centrocampo, sognando l’esordio con la maglia del suo Frosinone. Un giorno, quando aveva sette anni, un suo allenatore ebbe l’intuizione di schierarlo tra i pali. Il giovane Palmisani accettò la sfida e da quel momento ha iniziato una trasformazione che lo ha portato a diventare il portiere titolare del club ciociaro.
La sua storia comincia nel campetto della Mole Bisleti ad Alatri, in provincia di Frosinone, dove passava tutti i pomeriggi. Cresciuto a pochi chilometri dallo stadio Stirpe, ha percorso tutta la trafila nel settore giovanile della squadra locale, coltivando il sogno di raggiungere la prima squadra.
Il suo percorso, però, non è stato lineare e ha richiesto determinazione. A 18 anni, per trovare continuità, è stato mandato in prestito. La prima esperienza è stata all’Olbia, dove le sue buone prestazioni gli hanno permesso di farsi notare dai selezionatori delle Nazionali giovanili. Successivamente è passato alla Lucchese, vivendo una stagione complicata a causa delle difficoltà societarie del club toscano.
Tornato a Frosinone, Palmisani si è presentato come un giocatore più maturo e pronto per un ruolo da protagonista. L’allenatore Alvini ha creduto nelle sue capacità e lo ha lanciato in prima squadra. Nonostante i suoi vent’anni, ha dimostrato la mentalità di un veterano, conquistando il posto da titolare e non lasciandolo più.
La sua grande forza mentale è diventata un fattore chiave. Nella stagione che ha sancito la promozione in Serie A del Frosinone, è stato uno dei protagonisti assoluti, collezionando 15 clean sheet e registrando una percentuale di parate dell’80%. A queste soddisfazioni si sono aggiunti l’esordio nella massima serie, la convocazione stabile nella Nazionale Under 21 e una chiamata per uno stage con la Nazionale maggiore guidata da Silvio Baldini.
Nella recente sfida contro il Como, ha offerto una prestazione eccezionale, ricevendo il trofeo di MVP. Ha effettuato nove parate, di cui almeno cinque decisive per il risultato. Nel primo tempo ha negato il gol a Douvikas, con l’aiuto della traversa, mentre nella ripresa si è superato con due interventi su Kean e un altro su Jesus Rodriguez.
Questa performance ha confermato la sua crescita costante e ha ribadito come il Frosinone possa contare su un portiere giovane e di grande potenziale, una possibile rivelazione del campionato di Serie A. Un successo costruito a partire da una semplice intuizione avuta su un campo di provincia.







