ROMA – “Vi esorto pertanto a promuovere programmi e centri educativi che sappiano accompagnare, sostenere e responsabilizzare i vostri giovani; ‘rubateli’ alla strada prima che sia la cultura della morte che, ‘vendendo loro fumo’ e soluzioni magiche, catturi e sfrutti la loro immaginazione. E fatelo non con paternalismo, dall’alto in basso, perché non è questo che il Signore ci chiede, ma come padri, come fratelli verso fratelli. Essi sono volto di Cristo per noi e a Cristo non arrivare dall’alto in basso, ma dal basso in alto”. Così Papa Francesco incontrando i vescovi dell’America Centrale nella chiesa di San Francisco de Asís a Panama.
Il messaggio di papa Francesco ai vescovi dell’America centrale
“Per costrizione o mancanza di alternative essi si trovano immersi in situazioni fortemente conflittuali e senza rapida soluzione: violenza domestica, femminicidio – che piaga vive il nostro continente in questo senso! – bande armate e criminali, traffico di droga, sfruttamento sessuale di minori e non più minori, e così via; e fa male vedere che, alla base di molte di queste situazioni, c’è un’esperienza di orfanezza frutto di una cultura e di una società che “ha rotto gli argini””.
I giovani sono il termometro della comunità
“I giovani sono uno dei ‘luoghi teologici’ in cui il Signore ci fa conoscere alcune delle sue aspettative e delle sue sfide per costruire domani. Con loro potremo vedere meglio come rendere il Vangelo più accessibile e credibile nel mondo in cui viviamo; essi sono come un termometro per sapere a che punto siamo come comunità e come società”. Così Papa Francesco incontrando i vescovi del’America Centrale nella chiesa di San Francisco de Asís a Panama.
Accompagnare i giovani nel loro cammino
“Essi – aggiunge – portano dentro una inquietudine che dobbiamo apprezzare, rispettare, accompagnare; e quanto bene fa a tutti noi, perché ci smuove e ci ricorda che il Pastore non smette mai di essere un discepolo ed è sempre in cammino”.
(LaPresse)