È stato avviato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise un ambizioso progetto di riforestazione che porterà alla messa a dimora di oltre 50.000 nuovi alberi autoctoni. L’obiettivo principale non è solo aumentare la superficie boschiva, ma soprattutto creare dei veri e propri “corridoi ecologici”. Queste fasce di vegetazione avranno il compito di ricollegare habitat naturali oggi isolati, garantendo un passaggio sicuro per la fauna selvatica.
La frammentazione degli habitat rappresenta una delle minacce più gravi per la biodiversità appenninica. Strade, centri abitati e attività agricole hanno interrotto la continuità di boschi e praterie, costringendo gli animali a spostamenti rischiosi. Specie simbolo come l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il cervo si trovano spesso a dover attraversare aree antropizzate, con un elevato rischio di incidenti stradali e conflitti con le attività umane.
L’intervento si concentrerà in aree strategiche, individuate grazie a studi condotti da zoologi e botanici del parco. Saranno piantate specie come il faggio, il cerro, l’acero montano e il sorbo degli uccellatori, scelte per la loro capacità di adattarsi al clima locale e per il loro valore ecologico come fonte di cibo e riparo per gli animali. Il piano ha previsto il coinvolgimento di associazioni ambientaliste e gruppi di volontari, che supporteranno il personale del parco nelle operazioni di piantumazione e manutenzione.
I corridoi ecologici funzioneranno come autostrade naturali. Ricreando una connessione vegetale tra le grandi aree protette, permetteranno alle popolazioni animali di spostarsi, riprodursi e scambiare materiale genetico, fondamentale per la loro salute e sopravvivenza a lungo termine. Questo approccio sistemico è considerato una delle strategie più efficaci per la conservazione della natura su vasta scala.
I benefici del progetto andranno oltre la protezione della fauna. Le nuove foreste contribuiranno a consolidare i versanti montuosi, giocando un ruolo cruciale nella prevenzione del dissesto idrogeologico e delle frane, fenomeni sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, gli alberi assorbiranno ingenti quantità di anidride carbonica, fornendo un contributo concreto alla lotta contro il riscaldamento globale.
Il completamento della piantumazione è previsto entro i prossimi due anni, seguito da un lungo periodo di monitoraggio per valutare il successo dell’attecchimento e l’effettivo utilizzo dei corridoi da parte della fauna. Questa iniziativa si pone come modello virtuoso di gestione del territorio, dimostrando come la tutela ambientale possa generare benefici per l’intero ecosistema e per le comunità locali, rafforzando anche il potenziale per un turismo più sostenibile e consapevole.





















