Parigi: uffici e garage diventano case popolari

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Abitare sostenibile
Abitare sostenibile

L’aumento dei prezzi immobiliari e la diffusione degli affitti brevi hanno reso Parigi una città proibitiva, causando un esodo di residenti. Negli ultimi dieci anni la popolazione è calata del 5%, con conseguenze negative come la chiusura di scuole e il taglio di servizi. Per contrastare questo spopolamento, l’amministrazione comunale ha lanciato un piano radicale: trasformare spazi urbani inutilizzati, come uffici e garage, in alloggi a canone calmierato.

L’obiettivo è portare la quota di abitazioni pubbliche al 40% del totale entro il 2035. Questa strategia mira a offrire soluzioni a chi ha redditi medio-bassi e a influenzare l’intero mercato, calmierando i prezzi. Un esempio è l’appartamento ottenuto da Julien, un operatore sanitario, a metà del costo di mercato, parte di un lotto di 96 alloggi che il gruppo Lvmh ha dovuto cedere come contropartita per la ristrutturazione de La Samaritaine.

Per raggiungere lo scopo, la municipalità agisce su più fronti. In primo luogo, negozia quote di edilizia sociale nelle grandi operazioni immobiliari private. In secondo luogo, procede con l’esproprio di edifici, terreni e parcheggi abbandonati per riconvertirli in residenze. Infine, ha inasprito le normative per costringere i costruttori a destinare una percentuale maggiore dei nuovi edifici a case a prezzi accessibili.

Un progetto simbolo è la trasformazione di un’autorimessa di 2.300 mq nel 17esimo arrondissement in un complesso da 85 alloggi, con un investimento di 12,3 milioni di euro. Progetti simili sono previsti in quaranta aree della città, sostenuti da un budget comunale per l’edilizia raddoppiato a 800 milioni di euro all’anno.

L’intervento pubblico sta già stabilizzando il mercato e i trasferimenti. Chi ottiene un alloggio sovvenzionato raramente si trasferisce, con un tasso di ricambio annuo di appena il 6%. Questa politica incarna l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu, che promuove città inclusive e convenienti.

Il caso di Parigi dimostra che la sostenibilità urbana non riguarda solo i parametri ambientali, ma deve affrontare innanzitutto il problema del caro-alloggi. Una vera città sostenibile è quella che garantisce il diritto fondamentale alla casa, arginando la speculazione immobiliare che spesso si maschera da “green”.

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