Pasta di legumi: l’alternativa sostenibile

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Alimentazione sostenibile
Alimentazione sostenibile

La pasta ottenuta da farine di legumi si sta affermando come una scelta alimentare sempre più apprezzata, non solo per le sue qualità nutrizionali ma anche per il suo valore in un’ottica di sostenibilità ambientale. Questa specialità rappresenta un modo concreto per integrare nella dieta proteine vegetali, riducendo la dipendenza da quelle di origine animale, il cui allevamento ha un impatto significativo sul pianeta.

Priva di glutine e con un basso indice glicemico, si rivela adatta a chi soffre di celiachia o deve monitorare la glicemia, offrendo al contempo un notevole apporto di fibre e sali minerali.

Il processo produttivo è semplice: le farine, ricavate dalla macinazione di legumi secchi come lenticchie, ceci, piselli o fagioli, vengono impastate con acqua, modellate nelle forme tradizionali e infine essiccate. Il risultato è un prodotto che varia nel sapore e nel colore in base all’ingrediente di partenza, spaziando dal rosso delle lenticchie al verde dei piselli.

L’aspetto più interessante dal punto di vista nutrizionale è l’elevato contenuto proteico. La quantità di proteine varia a seconda del legume utilizzato: per 100 grammi di prodotto, troviamo circa 25 grammi nelle paste di lenticchie, 22 grammi in quelle di fagioli, 20 grammi in quelle di piselli e 18 grammi in quelle di ceci. Questo profilo la rende un eccellente piatto unico, capace di saziare e fornire energia.

I benefici derivanti dal suo consumo sono molteplici. Dal punto di vista della salute, contribuisce al benessere intestinale grazie all’alta presenza di fibre, rafforza ossa e capelli con i suoi sali minerali e aiuta nel controllo del peso riducendo l’apporto di carboidrati semplici rispetto alla pasta di semola.

Sul piano ambientale, scegliere queste paste significa supportare un modello agricolo meno esigente in termini di risorse idriche e di suolo rispetto agli allevamenti intensivi, contribuendo a un sistema alimentare più equilibrato e rispettoso dell’ecosistema.

Una porzione standard si attesta tra i 60 e gli 80 grammi a persona, da considerare come un piatto completo. Per un pasto interamente vegetale, si può condire con un sugo di pomodoro, un pesto di verdure o un filo d’olio extravergine d’oliva. I tempi di cottura sono rapidi, generalmente tra i 5 e i 10 minuti.

È importante notare che le proteine dei legumi non contengono l’intero spettro di amminoacidi essenziali. Per ovviare, è sufficiente abbinarle nel corso della giornata ad altre fonti vegetali, come i cereali. Non è consigliabile sostituire completamente la pasta di semola, ma integrarla in una dieta varia. Reperibile nei supermercati e negozi biologici, il suo costo si aggira intorno ai 3,50 euro per una confezione da 250 grammi.

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