Un incendio ha scatenato il panico ieri notte nel cuore del quartiere Vasto, a due passi dalla stazione centrale in piazza Garibaldi, trasformando la zona in uno scenario da incubo. Il maxi rogo si è sviluppato in un’area densamente abitata, tra decine di palazzi residenziali.
Gli inquirenti considerano questa zona il feudo storico del clan Contini, la potente fazione della criminalità organizzata che da sempre controlla e gestisce i traffici illeciti al Vasto. Torniamo ai fatti.
La dinamica
Attorno alle 4 e 30 del mattino, i carabinieri della compagnia di Napoli Stella sono dovuti intervenire d’urgenza in via Ferrara a causa dell’incendio doloso che ha travolto e completamente distrutto due autovetture e due motociclette parcheggiate lungo la strada. Il rogo è stato estremamente violento e rapido, generando una colonna di fumo denso che ha svegliato e terrorizzato decine di residenti degli stabili adiacenti prima che le fiamme potessero essere domate. I veicoli coinvolti sono andati completamente inceneriti, trasformandosi in meri scheletri di lamiera, mentre l’area è stata subito transennata per consentire i rilievi tecnici ed evitare ulteriori pericoli.
Le indagini
Gli investigatori dell’Arma stanno battendo con grande attenzione la pista che porta al racket della sosta e al controllo capillare dei parcheggiatori abusivi, una delle fonti di sostentamento più redditizie nel quartiere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i clan battono cassa in maniera sistematica e spietata sui parcheggiatori della zona: chiunque provi a ribellarsi o non versi puntualmente la quota stabilita nelle casse della cosca viene punito senza esitazione con raid mirati, intimidazioni e danneggiamenti ai beni materiali. Vengono prese di mira le aree controllate dal guardamacchine.
Le indagini in corso, condotte con il massimo riserbo dai militari dell’Arma, si stanno concentrando sull’attenta analisi e l’acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private installate lungo via Ferrara e nelle strade limitrofe. La tempistica dell’attacco non appare affatto casuale: a settembre e all’inizio dell’autunno, infatti, i clan sono soliti riorganizzare le proprie attività operative e tornare a battere cassa sul territorio in modo ancor più pressante.







