La vita di molte persone anziane, spesso segnata dalla solitudine e da difficoltà pratiche, può cambiare radicalmente grazie a iniziative di welfare innovative. A Pavia, in un palazzo popolare Aler di via Sardegna, le esistenze di Vittoria, Maria, Clara e altri diciotto residenti sono state trasformate da un progetto pionieristico.
Le artefici di questa rivoluzione sono Ignazia Carpitella, 49 anni, e Consilia Naddeo, 31 anni. Sono le “badanti di condominio”, due figure professionali che si dedicano a tempo pieno ai ventuno inquilini dello stabile, alcuni dei quali non autosufficienti. La loro presenza costante garantisce un supporto che va ben oltre la semplice assistenza fisica, diventando un punto di riferimento umano e affettivo fondamentale.
Il servizio, primo nel suo genere a Pavia ma ispirato a un modello già sperimentato con successo a Bologna, è completamente gratuito per i beneficiari. Questa caratteristica lo rende accessibile a persone che, individualmente, non avrebbero potuto sostenere il costo di un aiuto privato. Il progetto è stato reso possibile grazie a un investimento del Comune, che lo finanzia con un contributo annuo di 35mila euro.
La gestione operativa è affidata all’associazione “Vasi di Creta”, che collabora strettamente con l’amministrazione comunale per garantire l’efficacia dell’intervento. L’obiettivo primario è duplice: da un lato, fornire un aiuto concreto nelle attività quotidiane; dall’altro, contrastare l’isolamento sociale e la depressione, fenomeni purtroppo diffusi tra la popolazione della terza età.
Il progetto rappresenta un’alternativa concreta e umana al ricovero in case di riposo. Permette agli anziani di continuare a vivere nel proprio ambiente domestico, mantenendo le proprie abitudini e la rete di relazioni del vicinato, un fattore cruciale per il benessere psicologico. Si previene così il trauma dello sradicamento e si promuove un invecchiamento attivo e dignitoso.
La giornata tipo nel condominio di via Sardegna inizia con il supporto per la colazione e l’igiene personale. Durante il giorno, Ignazia e Consilia aiutano con le faccende domestiche, la preparazione dei pasti, le commissioni e, non meno importante, offrono compagnia e ascolto. All’interno del caseggiato è stata allestita anche una cucina comune, un vero e proprio cuore pulsante della comunità dove vengono organizzati pranzi collettivi.
Questi momenti di convivialità sono essenziali per rafforzare i legami tra gli inquilini, trasformando un semplice edificio in una comunità solidale. Il modello pavese dimostra come un approccio di “welfare di prossimità”, che porta i servizi direttamente nei luoghi di vita delle persone, possa generare un impatto positivo straordinario sulla qualità della vita, rappresentando una soluzione sostenibile ed efficace.



















