Pestato al Vomero, don Luigi Merola: “Apriamo le chiese di notte”

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All’indomani dell’aggressione in piazza Vanvitelli al Vomero, dove un padre è stato picchiato da dieci ragazzini per aver difeso le proprie figlie, don Luigi Merola è intervenuto in un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie definendo l’episodio una pagina drammatica per la città.

L’appello

Il sacerdote, da anni in prima linea contro la camorra con la fondazione ‘A voce d’e creature, non si è limitato a denunciare le carenze delle istituzioni, ma ha chiamato in causa la stessa comunità ecclesiale, evidenziando come la presenza di ben quattro parrocchie nella zona non sia bastata a prevenire tali episodi di violenza e come la Chiesa debba fare di più sul territorio.
Don Merola ha inoltre rimarcato la drammatica assenza di agenzie educative e di spazi di aggregazione sani per i giovani, costretti a rimanere in strada fino a tarda notte senza punti di riferimento, proponendo di riaprire i locali parrocchiali dalle sei fino a mezzanotte, come già fatto in passato a Forcella con l’aiuto di volontari, per sottrarre i ragazzi alla devianza e alle piazze di spaccio. Questo approccio consentirebbe di offrire un’alternativa concreta e continuativa ai tanti adolescenti che oggi affollano le piazze senza alcuna guida ed educativa.

L’emergenza

Il presidente della fondazione ha sottolineato che solo attraverso un impegno sinergico tra Stato, Chiesa e mondo del terzo settore si potrà restituire serenità ai quartieri e speranza alle famiglie. Occorre infatti trasformare le strutture già presenti sul territorio in veri e propri presidi di legalità e di accoglienza capaci di togliere terreno alla criminalità organizzata. La sfida, secondo il prete anti-camorra, si gioca sulla prevenzione primaria e sulla capacità di ascoltare e coinvolgere le nuove generazioni in percorsi di crescita sana.

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