I pipistrelli sono tra i mammiferi più fraintesi, spesso avvolti da un’aura di paura e diffidenza. L’ecologa Veronica Zamora-Gutierrez, della University of Southampton, ha analizzato le origini di questi pregiudizi, sfatando i miti più comuni che circondano questi animali in un approfondimento apparso su The Conversation.
È emerso come il timore verso i chirotteri sia un’invenzione culturale relativamente recente, tipica del mondo occidentale. In molte altre culture, infatti, questi animali sono visti positivamente. I Maya, ad esempio, pur associandoli alla notte e all’aldilà, li consideravano creature divine e un legame essenziale tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, non certo mostri spaventosi.
La nostra percezione è invece profondamente influenzata da figure letterarie come Dracula, che ha consolidato l’immagine del pipistrello come creatura assetata di sangue. Questa rappresentazione è però una forzatura sensazionalistica. Su circa 1.500 specie esistenti al mondo, soltanto tre si nutrono di sangue e sono conosciute come “vampiri”.
Inoltre, queste specie quasi mai attaccano gli esseri umani, preferendo nutrirsi del sangue di bestiame o altri animali selvatici, più facili da avvicinare. L’idea del pipistrello succhiasangue è quindi più una fantasia letteraria che una reale minaccia per l’uomo.
Un’altra accusa ricorrente è quella di essere portatori di malattie. Anche questa è una visione distorta. Lo studio del loro sistema immunitario, incredibilmente efficiente, può infatti fornire alla scienza strumenti preziosi per combattere diverse patologie umane.
I rari casi di trasmissione di virus (spillover) dai pipistrelli all’uomo non dipendono da una presunta aggressività di questi animali, ma sono una conseguenza diretta dell’azione umana. La distruzione e la frammentazione dei loro habitat naturali li costringono a entrare in contatto sempre più stretto con i centri abitati.
Si tende infine a dimenticare il ruolo fondamentale che i pipistrelli svolgono per la salute degli ecosistemi e per il nostro stesso benessere. Sono impollinatori essenziali per innumerevoli specie vegetali, contribuendo alla biodiversità e alla produzione agricola.
Un celebre esempio, confermato da diversi studi, è il loro legame con la pianta di agave, da cui si ricavano distillati famosi come la tequila e il mezcal. Senza l’impollinazione notturna operata da questi mammiferi volanti, la produzione di queste bevande sarebbe a rischio, a dimostrazione del loro valore inestimabile per la natura e anche per la nostra economia.




















