Policlinico di Caserta, spunta una nuova data: entro la primavera 2027 saranno completati i primi reparti

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Il cantiere del Policlinico di Caserta visto dall'alto
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CASERTA – Trent’anni di attesa, rinvii, stop ai lavori e promesse disattese. La parabola del Nuovo Policlinico di Caserta si arricchisce di un nuovo capitolo con il fissaggio di un’ulteriore scadenza: la prima parte del complesso dovrebbe essere ultimata entro la primavera del 2027, e comunque entro il mese di giugno. Svaniscono così le previsioni più ottimistiche che ipotizzavano il completamento e l’avvio delle prime attività già entro lo scorso mese di settembre. La storia dell’opera ha origini lontane. Il progetto originale fu approvato nel lontano 1995 dalla commissione ministeriale guidata dall’allora ministra Rosy Bindi, ma per l’apertura del cantiere si dovette attendere un decennio, fino al febbraio 2005.

Nelle stime iniziali, il valore complessivo dell’opera si aggirava attorno ai 206,6 milioni di euro. Nel tempo, la cifra è lievitata con integrazioni e stanziamenti aggiuntivi per i vari lotti e le opere accessorie, tra cui i 40 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania nel 2023 per l’adeguamento normativo della parte ospedaliera. Il finanziamento è interamente pubblico: due terzi fanno capo al Ministero della Salute, con una quota del 5% a carico della Regione Campania, mentre il restante terzo è coperto dal Ministero dell’Università e della Ricerca per le strutture Didattiche e di Ricerca. Situato nella periferia est di Caserta, il complesso si sviluppa su un’area complessiva di 250mila metri quadrati divisa in tre grandi articolazioni operative.

La prima riguarda la didattica, l’area attualmente più vicina al traguardo finale. Qui i cantieri stanno concentrando gli sforzi sulle finiture interne e sui sistemi impiantistici con l’obiettivo di rispettare la consegna per la primavera 2027. La struttura accoglierà una popolazione universitaria di circa 5mila studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. La seconda area comprende i blocchi interconnessi destinati all’attività scientifica e all’innovazione medica. La terza, infine, concerne l’assistenza ospedaliera, progettata per ospitare tra i 350 e i 500 posti letto. Questo blocco verrà completato successivamente alla parte didattica: la struttura centrale, disposta su un’altezza inferiore per collegare il Polo Medico e il Polo Materno-Infantile, conterrà le sale operatorie e i reparti di terapia intensiva. Nonostante le strutture grezze siano terminate, la prosecuzione dei lavori richiederà la redazione di un aggiornamento progettuale entro la fine dell’anno in corso per recepire le norme antisismiche più recenti, realizzare le coperture, le tamponature esterne, le finiture e le dotazioni tecnologiche aggiornate anche alla luce dell’esperienza pandemica.

Sul fronte dei collegamenti urbani, la Regione Campania ha destinato ulteriori 23,8 milioni di euro di fondi aggiuntivi per la realizzazione e il completamento della rete stradale circostante. L’andamento dei lavori ha subito forti rallentamenti e fasi di instabilità nel corso del 2025. Le lavorazioni sono ripartite ufficialmente nel gennaio 2026 a seguito dell’approvazione di una perizia di variante per adeguare gli impianti alle tecnologie più moderne. Dal punto di vista industriale, la Società Italiana Condotte d’Acqua era subentrata nel 2011 con un contratto di completamento per l’allora Seconda Università di Napoli, evoluta poi in Università Vanvitelli. Nel 2023 l’azienda ha assunto la denominazione di “Condotte 1880”, in seguito all’acquisizione del ramo grandi opere da parte di Tiberiade Holding della Famiglia Mainetti.

L’intero polo didattico e scientifico è stato ideato secondo i criteri del cosiddetto “Ospedale umano”, caratterizzato dall’integrazione di ampie superfici a verde. Su una superficie di 60mila metri quadrati destinata a didattica e ricerca trovano spazio 19mila metri quadrati di piazze pubbliche e 40mila metri quadrati tra parchi e giardini, affiancati da aule per le lezioni, laboratori avanzati, studi per i docenti e zone studio collegate con i blocchi assistenziali. La consegna della primavera 2027 rappresenta il banco di prova per consentire il trasferimento delle attività didattiche attualmente sparse in diverse sedi del territorio. L’auspicio è che il programma dei lavori non subisca ulteriori rallentamenti.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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