Portogallo, Cristiano Ronaldo lascia il ritiro

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Cronache Mercato
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La tensione in casa Portogallo ha raggiunto il suo culmine. Cristiano Ronaldo ha saltato il terzo allenamento consecutivo, una mossa inattesa arrivata subito dopo le dichiarazioni del commissario tecnico Jorge Jesus, che aveva invece preannunciato un suo imminente ritorno in gruppo.

Mentre la squadra era già in campo al Parken Stadion di Copenaghen, l’attaccante ha lasciato l’impianto a bordo di un van della nazionale, accompagnato da membri dello staff, come documentato dai media danesi. A differenza di quanto accaduto il giorno prima a Malmö, dove aveva trascorso alcuni minuti sul prato prima di rientrare in hotel, questa volta non è nemmeno sceso in campo.

La Federazione calcistica portoghese (FPF) aveva giustificato la precedente assenza dal campo con la mancanza di attrezzature adeguate nella palestra dello stadio per il suo specifico programma di lavoro. Inizialmente non sono state fornite spiegazioni ufficiali per la nuova assenza, ma poco dopo la stessa federazione ha confermato la rottura.

Con una nota ufficiale, l’ente ha dichiarato: “Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro della nazionale. La preparazione per le prossime partite continua con i 24 giocatori rimasti, con la massima concentrazione sui risultati”. La conferma definitiva è arrivata dallo stesso giocatore tramite un post sui social.

Ronaldo ha spiegato di aver preso la sua decisione dopo un colloquio con il presidente della Federazione e ha annunciato che chiarirà le sue ragioni “a tempo debito”, limitandosi per il momento ad augurare buona fortuna ai suoi compagni. La rottura è seguita a una conferenza stampa in cui Jorge Jesus aveva cercato di minimizzare l’accaduto.

Il CT aveva definito la situazione un “non caso”, spiegando di aver comunicato in anticipo al giocatore che non avrebbe disputato le due partite in programma. “Ho pensato che avrei potuto aver bisogno di lui e si è scaldato. Poi non l’ho fatto entrare”, ha dichiarato Jesus. “Nessun giocatore è contento di scaldarsi per 30 minuti e non giocare. Tanto meno uno come lui”.

Il commissario tecnico ha poi negato con forza che l’attaccante si fosse rifiutato di allenarsi. “Ha fatto lavoro in palestra, esercizi di mobilità in campo e un potenziamento muscolare aggiuntivo in hotel. Questo è quello che è successo”, ha precisato, ribadendo infine la sua autorità: “Sono l’allenatore. Nessun giocatore mi farà mai cambiare idea. Né lui, né nessun altro”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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