Presidenza Figc: la Serie A divisa tra Malagò e Galliani

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Cronache sport calcio
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A sei mesi dal voto quasi unanime a favore della candidatura di Giovanni Malagò a presidente federale, la Serie A si è ritrovata spaccata in due. Diciannove club su venti avevano sostenuto il nome dell’allora commissario Figc, ma il fronte si è ora diviso tra chi continua a supportarlo e chi spinge per Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan.

Un vertice in videoconferenza tra quattordici società ha tentato di trovare una sintesi, ma l’incontro non ha prodotto una posizione comune. La Lega di Serie A si presenterà quindi divisa all’appuntamento elettorale, senza un candidato unico da sostenere.

La spaccatura è nata dalle critiche mosse a Malagò da una parte dei club, che lamentano una scarsa condivisione delle scelte e un’interlocuzione poco efficace con il governo. Di contro, diverse società hanno difeso la posizione assunta ad aprile, sottolineando come il cambio di rotta sarebbe troppo repentino e dannoso per l’immagine del sistema. Negli ultimi mesi, Malagò ha dato priorità a questioni tecniche urgenti, come la nomina del commissario tecnico e del direttore tecnico, lasciando poco spazio ai temi istituzionali.

Lo stesso Malagò si è mostrato fiducioso: “Ero e sono molto positivo”, ha dichiarato a margine del consiglio nazionale del Coni, aggiungendo: “Ci si avvicina alla data della scadenza della presentazione delle candidature”.

Lo sfidante è Adriano Galliani, oggi senatore di Forza Italia, la cui candidatura è sostenuta da un altro gruppo di società. L’ex dirigente rossonero ha dato la sua disponibilità a chi lo aveva sondato. Durante il recente meeting, un club ha anche proposto di farlo intervenire in diretta, ma l’idea non ha avuto seguito. A motivare la richiesta di un cambiamento sono principalmente la gestione poco collegiale attribuita a Malagò e i rapporti ritenuti tesi con le istituzioni governative.

La fase attuale è di confronto e riflessione. Ha destato critiche, per esempio, il cambio di posizione di Beppe Marotta, passato da sostenitore di Malagò a promotore della candidatura di Galliani. Il tempo per le trattative è però quasi scaduto: il termine per il deposito delle candidature è fissato per il 4 novembre.

Non sono previste altre assemblee o incontri formali prima di quella data. Saranno le singole società a indicare le proprie preferenze sui moduli federali. Le elezioni per il nuovo presidente si terranno il 14 dicembre. La Serie A non ha l’obbligo di esprimere un candidato unitario, ma il suo peso sarà determinante per definire gli equilibri finali.

Al momento, un gruppo di club indecisi potrebbe spostare l’ago della bilancia. Le trattative per trovare una convergenza, sebbene in corso, appaiono complesse. Tra i punti di divisione figura anche la nomina di Giancarlo Viglione a segretario generale della Figc. La sola certezza è che, ancora una volta, il massimo campionato si è mostrato litigioso e frammentato, senza una maggioranza chiara a favore di uno dei due contendenti.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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