Progetto per salvare la salvia selvatica sui Sibillini

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Salvia selvatica
Salvia selvatica

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha dato il via a un ambizioso progetto per la conservazione della *Salvia pratensis*, una specie vegetale autoctona sempre più rara nell’Appennino centrale. L’iniziativa, sviluppata in stretta collaborazione con il dipartimento di botanica dell’Università di Camerino, mira a invertire il declino di questa pianta, fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema locale.

Negli ultimi decenni, la popolazione di salvia selvatica ha subito una drastica riduzione a causa di molteplici fattori. I cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature e periodi di siccità prolungati, hanno alterato il suo habitat naturale, mentre l’eccessiva raccolta spontanea e l’espansione delle attività agricole ne hanno frammentato la diffusione. La perdita di questa specie non rappresenta solo un danno botanico, ma minaccia anche le popolazioni di insetti impollinatori che dipendono dai suoi fiori.

Il piano di recupero si articolerà in diverse fasi operative. Inizialmente, i ricercatori effettueranno una mappatura dettagliata delle colonie residue di *Salvia pratensis* attraverso l’uso di droni e rilievi sul campo, per valutarne lo stato di salute e la consistenza genetica. Successivamente, verranno raccolti semi dalle piante più vigorose per avviare la coltivazione di nuovi esemplari in un vivaio protetto, garantendo così la conservazione del patrimonio genetico locale.

La fase cruciale del progetto consisterà nella reintroduzione delle giovani piante in aree attentamente selezionate all’interno del parco. Queste zone, interdette al pascolo e monitorate costantemente da botanici e volontari, offriranno le condizioni ideali per l’attecchimento e la crescita della salvia. L’obiettivo a lungo termine è creare nuove popolazioni stabili e autosufficienti, capaci di espandersi naturalmente nel tempo.

Oltre al ripopolamento, l’operazione prevede la creazione di una “banca del seme” per preservare la diversità genetica della specie per le generazioni future. Parallelamente, verranno organizzate attività di divulgazione scientifica e percorsi didattici rivolti a scuole e visitatori, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della tutela della biodiversità floristica del territorio.

“Questo intervento non si limita a proteggere una singola pianta, ma rappresenta un investimento per la resilienza dell’intero ecosistema montano,” ha dichiarato il direttore del parco. “Preservare specie come la *Salvia pratensis* significa difendere la ricchezza naturale che rende unici i Monti Sibillini e garantire che questo patrimonio possa continuare a prosperare di fronte alle sfide ambientali future.”

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