La corsa di Khvicha Kvaratskhelia si è fermata bruscamente. L’attaccante georgiano del Paris Saint-Germain ha subito un grave infortunio durante la partita contro il Barcellona, riportando la rottura del legamento crociato e del collaterale. L’esito degli esami ha confermato la diagnosi peggiore: per lui la stagione è finita e dovrà affrontare un lungo periodo di stop, stimato in quasi un anno.
L’ex giocatore del Napoli ha affidato ai suoi profili social tutto il suo sconforto, con un lungo messaggio che ha toccato il cuore di tifosi e colleghi. Ha condiviso la sua incredulità e il suo dolore, ponendosi una domanda straziante: “PERCHÉ IO?”.
Nel suo post ha scritto: “Non ho mai trascurato un singolo sforzo. Probabilmente mi sono preparato meglio per questa partita rispetto a qualsiasi altra prima. Pensavo di essere pronto per qualsiasi cosa, ma non per questo”.
“Capisco che Dio mi ha scelto”, ha continuato il calciatore. “E se ciò che è successo a me ha risparmiato ad altri, allora sono pronto a sopportare il dolore, il duro lavoro, la sofferenza e le lacrime. So che devo tornare più forte per i miei cari”.
Ha poi concluso con una promessa ai suoi sostenitori: “Non vi deluderò, lo prometto. Non sprecherò un solo secondo. Grazie a tutti per il vostro supporto. Ci vediamo molto presto”.
Tra le migliaia di risposte e messaggi di incoraggiamento, ne è spiccato uno in particolare: quello del suo idolo di sempre, Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese ha voluto dedicare un pensiero speciale al giovane talento georgiano, dimostrando grande sensibilità.
Le parole di CR7 sono state dirette e cariche di empatia: “Le battaglie più difficili nel calcio sono spesso quelle che nessuno vede. So come ti senti, Kvara. Ma non dimenticare mai ciò che ti ha portato fin qui”.
Il messaggio è proseguito con un forte incitamento a non mollare: “Non lasciare che un momento difficile ti faccia dubitare di quanto puoi andare avanti. Mantieni viva quella passione. Il tuo meglio deve ancora arrivare”.
Una carezza in un momento nerissimo per Kvaratskhelia, un gesto da campione che ha offerto una luce di speranza e una motivazione extra per affrontare il lungo e difficile percorso di riabilitazione che lo attende.




