Puglia: nuovi casi di abbandono di animali

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Emergenza randagismo
Emergenza randagismo

Ancora episodi di crudeltà e abbandono si sono registrati in Puglia, una regione dove il fenomeno del randagismo rappresenta una ferita aperta. Nelle ultime ore, i volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) hanno effettuato due interventi distinti nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, portando alla luce storie di sofferenza che richiedono una risposta decisa da parte di istituzioni e cittadini.

A San Severo, nel Foggiano, una cagnolina è stata trovata legata con il suo stesso guinzaglio a un cestino dei rifiuti in un’area verde pubblica. Chi l’ha lasciata lì ha avuto la premura di sistemarle accanto una coperta e una ciotola con del cibo, un gesto che non attenua la gravità del reato. L’animale, terrorizzato, è stato recuperato dagli operatori della sezione locale dell’ENPA e trasferito presso una struttura protetta per le prime cure e le necessarie valutazioni sanitarie.

Un’altra operazione di soccorso ha avuto luogo a Barletta, dove una volontaria ha individuato una cagnolina che vagava in una strada di campagna isolata. L’animale versava in condizioni critiche a causa di una grave patologia tumorale evidente. Immediatamente trasportata in una clinica veterinaria per ricevere cure urgenti, la sua storia è ora seguita dalla sezione ENPA di Barletta, che ha avviato le indagini per tentare di risalire al proprietario, anche attraverso appelli sui social media.

A questi due casi si aggiunge il salvataggio, sempre nel territorio foggiano, di quattro cuccioli di cane di pochi giorni, trovati in uno stato di estrema vulnerabilità. Anche per loro è stato provvidenziale l’intervento dei volontari, che li hanno messi in sicurezza e affidati a chi potesse garantirne la sopravvivenza.

Questi episodi non sono che la punta di un iceberg. I dati più recenti, diffusi anche dalla stampa locale come la Gazzetta del Mezzogiorno, dipingono un quadro allarmante per la Puglia. Nell’ultimo anno di riferimento, sono stati recuperati 2.550 cani, tra animali vaganti e cessioni di proprietà. Di questi, ben 753 erano privi di microchip, rendendo impossibile rintracciare i proprietari e configurando una violazione di legge. A ciò si aggiungono 175 cani posti sotto sequestro per maltrattamenti. Anche la situazione dei felini è critica, con 3.750 gatti soccorsi, di cui circa la metà (1.750) erano cuccioli.

Dietro a questi numeri si cela un’emergenza strutturale che grava interamente sulle spalle delle associazioni di volontariato e sui bilanci dei comuni. L’abbandono è un reato penale, punito dall’articolo 727 del Codice Penale con l’arresto fino a un anno o con un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Tuttavia, la difficoltà di individuare i colpevoli rende la norma spesso inefficace.

Per contrastare il fenomeno servono misure integrate: potenziamento dei controlli sull’obbligo di microchippatura, campagne di sterilizzazione capillari per prevenire le cucciolate indesiderate e programmi di educazione nelle scuole per promuovere una cultura del possesso responsabile. La lotta al randagismo non è solo una questione di civiltà e di tutela del benessere animale, ma anche di sicurezza e sanità pubblica.

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