Antonio Raimondo si è preso la scena della Serie A, diventandone il nuovo capocannoniere. L’attaccante del Frosinone, con la spettacolare tripletta realizzata nell’anticipo contro il Sassuolo, ha portato il suo bottino personale a sette reti in altrettante partite di campionato. Questa prestazione eccezionale gli ha consentito di conquistare la vetta solitaria della classifica marcatori, superando Donyell Malen del Genoa, che fermato da una squalifica non ha avuto la possibilità di replicare.
Il giocatore ha così potuto godersi un momento di gloria, supportato da statistiche di altissimo livello che ne sottolineano l’impatto in questo avvio di stagione. La sua impresa lo accosta a nomi importanti del calcio: nella storia della Serie A, infatti, soltanto Zlatan Ibrahimović era stato in grado di mettere a segno almeno tre marcature multiple dopo appena sette giornate. Un record che evidenzia la continuità e la freddezza sotto porta del giovane centravanti.
Il suo nome risuona anche oltre i confini nazionali. A livello europeo, la sua prolificità lo pone in compagnia di talenti del calibro di Lamine Yamal e Raphinha, a testimonianza di un rendimento da top player. Guardando agli ultimi vent’anni di campionato italiano, solo due bomber azzurri hanno avuto un avvio più folgorante: Antonio Di Natale, con nove reti nel 2009/10, e Ciro Immobile, che raggiunse lo stesso traguardo nel 2017/18. Dati che certificano la straordinarietà del percorso di Raimondo.
Nonostante i paragoni altisonanti e l’attenzione mediatica, l’attaccante ha mostrato grande maturità e umiltà nelle interviste del post-partita. “Sinceramente i paragoni sono troppo grossi”, ha dichiarato ai microfoni televisivi, cercando di smorzare l’entusiasmo. “Il mio unico pensiero è dare il massimo in ogni partita, seguire le indicazioni del mister e continuare a lavorare sodo”.
Un pensiero speciale e un ringraziamento sentito sono stati poi rivolti al suo allenatore, Massimiliano Alvini, identificato dal giocatore come la figura chiave della sua crescita. Raimondo ha usato parole schiette e inusuali per una diretta, descrivendo con efficacia il suo percorso. “A lui devo la maggior parte del mio percorso fino ad adesso”, ha spiegato con gratitudine.
“Io sono arrivato qui dopo una stagione dove ho fatto cag**e, mentre l’anno scorso abbiamo vinto il campionato”, ha proseguito il centravanti, senza filtri. “Grazie al suo lavoro e alla sua fiducia sto facendo dei miglioramenti enormi, giorno dopo giorno. Non posso fare altro che ringraziarlo”. Una dichiarazione forte, che mette in luce non solo il talento del giocatore, ma anche il profondo legame con il tecnico, artefice della sua trasformazione.






