Marc Cucurella, terzino sinistro fresco campione del mondo con la Spagna, ha concesso un’intervista per raccontare le sue prime settimane al Real Madrid. L’esterno, arrivato a inizio estate dal Chelsea, ha descritto l’impatto con la sua nuova squadra e l’ambiente della capitale spagnola.
Una delle sfide principali per il difensore è stata quella di costruire un’intesa sulla fascia con Vinicius Jr. “Condividere il campo con Vini è un aspetto molto positivo, ma abbiamo avuto davvero poco tempo per allenarci insieme”, ha spiegato Cucurella. L’adattamento richiede pazienza e lavoro, poiché il suo stile di gioco si differenzia da quello dei terzini con cui il brasiliano era abituato a collaborare.
“Connettersi con me è diverso rispetto agli altri esterni bassi, ma è tutto parte di un processo di crescita. Da quello che vedo e per come si impegna, sapendo che la fase difensiva non è la sua caratteristica principale, Vinicius sta facendo pienamente la sua parte per facilitare questa sinergia”.
Durante l’intervista, ha trovato spazio anche un aneddoto legato al mercato e a un possibile grande colpo mancato per il Real Madrid: l’arrivo di Rodri. “Sì, mi sarebbe piaciuto averlo come compagno di squadra”, ha ammesso il giocatore.
“Non sono uno che ama fare pressione o insistere con i colleghi, perché si tratta di questioni molto personali e professionali. È vero però che gli ho mandato un messaggio, abbastanza sottile, prima che la sua decisione diventasse pubblica. Gli ho scritto che speravo potessimo diventare compagni. Lui mi ha risposto, ma senza svelare nulla. Sono comunque felice per lui, anche se spero che non abbia troppo successo, perché ciò andrebbe a nostro svantaggio”.
Interrogato su un possibile vincitore del Pallone d’Oro, il terzino ha preferito mantenere una posizione diplomatica, data la presenza di diversi candidati tra i suoi compagni di club e nazionale. “La verità è che non vorrei sbilanciarmi. Ho la fortuna di giocare con diversi candidati a questo premio e per me è un’esperienza unica”.
“Se lo vincesse uno spagnolo, sarei felicissimo per il Mondiale che abbiamo conquistato. Se lo vincesse Mbappé, sarei contento ugualmente, perché è un mio compagno di squadra. Alla fine se lo merita, segna moltissimi gol e lo ha dimostrato anche al Mondiale. Chiunque vinca, sarò felice per lui”.
Infine, un commento sulla promessa mantenuta dopo la vittoria della Coppa del Mondo: un tatuaggio con il volto del commissario tecnico della Spagna, Luis De La Fuente. “L’ha visto e gli è piaciuto. Io gli ho detto scherzando che mi ha rovinato la vita, ma non me ne pento affatto”, ha raccontato.
“Non credo che lo toglierò mai. Vincere un Mondiale è un’impresa storica. Alla domanda se farebbe lo stesso per un altro allenatore in caso di vittoria di un trofeo, ha risposto con un sorriso: ‘Procediamo un passo alla volta’”.






