L’industria italiana della plastica riciclata ha ricevuto una boccata d’ossigeno dopo mesi difficili. La spinta è arrivata dalla crisi del Golfo, che ha alzato i costi della plastica vergine rendendo il materiale riciclato di nuovo competitivo.
Walter Regis, presidente di Assorimap, ha confermato la tendenza: “La crescita dei prezzi delle plastiche vergini e le difficoltà di approvvigionamento hanno mitigato l’invasione di prodotto a basso costo, con una ripartenza del mercato nostrano”.
Questo sollievo è però considerato temporaneo e non risolve la crisi strutturale del comparto. Il settore è schiacciato da alti costi energetici e dalla concorrenza asiatica, aggravata dai dazi americani che hanno dirottato i flussi di importazione verso l’Europa.
I dati finanziari evidenziano la gravità della situazione: gli utili di esercizio sono crollati dell’87% dal 2021, passando da 150 milioni a soli 7 milioni di euro nel 2023. Regis ha sottolineato: “I movimenti legati al conflitto hanno portato a un incremento, ma è un periodo breve. Non possiamo dipendere da una guerra per lavorare”.
La crisi non riguarda solo l’Italia. In Europa, dal 2023, hanno chiuso circa 40 impianti, con una perdita di capacità di riciclo stimata in quasi 1 milione di tonnellate per il 2025. Per denunciare l’emergenza, Assorimap sarà a Bruxelles il 15 aprile con l’associazione europea di settore.
In Italia la situazione è “a macchia di leopardo”. Durante il picco della crisi, il sistema è riuscito a gestire i flussi di rifiuti senza che i cittadini se ne accorgessero. Attualmente, alcune aziende mantengono una capacità produttiva ridotta, ma per le piccole imprese il momento rimane molto complicato.
Per uscire dalla crisi, Assorimap ha avanzato proposte concrete. Tra queste, l’introduzione di “certificati bianchi” per il risparmio energetico e di “carbon credit” per la riduzione di CO2, in modo da garantire alle imprese un ritorno economico dal valore ambientale generato.
Un’altra idea è anticipare gli obblighi Ue (fissati al 2030) sul contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi, per dare un segnale al mercato e stimolare gli investimenti. Nonostante le proposte siano state presentate a dicembre, Regis ha concluso: “Al momento non abbiamo nessuna notizia”.


















