Riciclo rifiuti: Italia doppia la media dell’UE

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Economia circolare
Economia circolare

Nell’Unione europea sono stati prodotti circa 229 milioni di tonnellate di rifiuti urbani nel 2023. Secondo Eurostat, di questi solo il 30% è stato avviato a riciclo e il 23% è finito in discarica, evidenziando come la sola raccolta non garantisca un’economia circolare. La vera efficacia si misura sulla capacità di reintrodurre i materiali nei cicli produttivi.

A livello europeo, l’indicatore sull’uso circolare dei materiali si è attestato al 12,2% nel 2024. In questo scenario, l’Italia ha mostrato una performance notevolmente superiore alla media, raggiungendo un tasso di utilizzo del 21,6%. Questo risultato la posiziona al terzo posto nell’UE, dietro a Paesi Bassi (32,7%) e Belgio (22,7%), e molto avanti a nazioni come Romania (1,3%) e Finlandia (circa 2%).

Tuttavia, anche in Italia esiste un divario tra raccolta e riciclo effettivo dei rifiuti urbani. I dati Ispra hanno mostrato una raccolta differenziata al 67,7% a fronte di un tasso di riciclo del 52,3%. Questa differenza è dovuta a impurità nei materiali e limiti tecnologici degli impianti, che non riescono a trasformare tutto in nuove materie prime.

Il quadro cambia radicalmente se si includono i rifiuti speciali e industriali. Il sistema nazionale ha trattato complessivamente circa 160 milioni di tonnellate di rifiuti, avviandone a riciclo 137 milioni. Ciò ha portato a un tasso di recupero totale dell’85,6%, più del doppio rispetto alla media europea del 41,2%, come evidenziato dal Rapporto sul riciclo in Italia 2025.

Questo successo si fonda su filiere industriali consolidate. I settori della carta, del vetro e dei metalli sono pilastri per la manifattura, mentre la filiera della plastica risulta meno stabile. Gran parte di questi materiali deriva dal recupero degli imballaggi, settore in cui l’Italia, grazie al modello consortile, ha già superato gli obiettivi europei fissati per il 2025 e il 2030.

Le differenze tra Stati membri riflettono modelli economici distinti. L’elevata circolarità dei Paesi Bassi è spinta dall’integrazione tra logistica e industria. L’Italia e il Belgio beneficiano di una solida base manifatturiera che assorbe le materie seconde. Al contrario, la scarsa dotazione impiantistica spiega i bassi tassi di paesi come la Romania.

Per sostenere il mercato, l’Unione europea ha fissato target normativi, come il 60% di riciclo per i rifiuti urbani entro il 2030. La Commissione ha inoltre avviato l’iter per il Circular Economy Act, che mira a rafforzare la domanda di materiali riciclati e ad armonizzare le regole, ad esempio con i criteri di “End of Waste” per facilitare la loro circolazione come nuovi prodotti.

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