È stato inaugurato a Roma, nel quartiere di Trigoria, un nuovo Centro Antiviolenza presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’associazione Assolei APS e si rivolge all’intero quadrante sud della Capitale.
Il presidio, situato in via Álvaro del Portillo 200, è stato concepito come uno spazio sicuro, riservato e accogliente. Offrirà ascolto, orientamento, supporto psicologico e consulenza legale a tutte le donne che subiscono violenza o maltrattamenti, garantendo sempre anonimato e riservatezza.
L’accesso al servizio è stato reso semplice: le utenti potranno recarsi direttamente in sede oppure contattare le operatrici tramite telefono, WhatsApp o email. Il centro sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15, con una reperibilità telefonica garantita 24 ore su 24 per le emergenze. L’obiettivo primario è intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e fornire un primo aiuto immediato.
Dopo un primo colloquio, le operatrici specializzate effettueranno una valutazione del rischio e, qualora necessario, attiveranno un piano di protezione personalizzato. Il percorso potrà poi proseguire con incontri individuali o di gruppo, consulenze legali specifiche e interventi mirati a promuovere l’autonomia personale, lavorativa e abitativa della persona, sempre nel pieno rispetto delle sue scelte.
L’iniziativa non si limiterà all’assistenza diretta, ma includerà anche attività formative per il personale sanitario e sociosanitario del Policlinico. Questi corsi, realizzati con Assolei APS, mireranno a rafforzare il coordinamento tra le équipe mediche e le operatrici del centro, per assicurare una presa in carico integrata e competente.
Durante l’evento inaugurale, Carlo Tosti, presidente della Fondazione Policlinico, ha definito l’apertura un impegno concreto a difesa della dignità della persona. Paolo Sormani, amministratore delegato, ha aggiunto che il presidio colmerà la distanza che spesso impedisce alle donne di raccontare la violenza subita in un contesto ospedaliero, rafforzando il legame con il territorio.
Dalila Novelli, presidente di Assolei APS, ha ricordato che i dati ufficiali rappresentano solo la punta dell’iceberg, con molti casi che restano sommersi. Per questo, la presenza di centri antiviolenza in ambito sanitario risulta fondamentale per prevenire episodi gravi. Anche le istituzioni presenti, tra cui l’assessore regionale Simona Baldassarre e i parlamentari Beatrice Lorenzin e Ylenja Lucaselli, hanno sottolineato come la violenza di genere sia un problema di sanità pubblica che richiede reti integrate e strumenti di presa in carico precoce.
Secondo i più recenti dati ISTAT, quasi 6,4 milioni di donne in Italia hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Nel solo 2024, gli accessi al Pronto Soccorso con indicazione di violenza sono stati oltre 19.500, un dato in crescita che conferma l’urgenza di presidi dedicati all’interno delle strutture sanitarie.



















