Un’investitura autorevole ha acceso i riflettori del mercato su Donyell Malen. A pronunciarla è stato Giuseppe Bergomi, ex capitano dell’Inter e oggi apprezzato commentatore, che ha delineato un profilo entusiasmante dell’attaccante olandese in forza al Borussia Dortmund, obiettivo concreto per la Serie A.
L’analisi dell’ex difensore è partita da un episodio specifico, un lampo di classe pur in un’azione non tramutata in gol. “L’avete visto come si è girato in area nel tiro che Martinez ha parato di faccia?”, ha chiesto retoricamente Bergomi, sottolineando una giocata che racchiude un mondo. In quel singolo movimento si sono concentrate rapidità di esecuzione, forza esplosiva e coordinazione, qualità che definiscono un attaccante di livello superiore.
La forza del giocatore non risiede solo nella tecnica, ma anche in una spiccata personalità e consapevolezza dei propri mezzi. L’ex difensore ha svelato un aneddoto significativo: “È incredibile come fosse convinto: ‘Se vengo mi fai fare il centravanti?’, gli ha detto”. Una richiesta chiara, che denota ambizione e idee precise sul proprio ruolo in campo.
Questa mentalità si è tradotta in prestazioni di altissimo livello. “Ricordo ancora il suo debutto a Torino: gli ho visto fare dei movimenti fuori linea, sul corto, sul lungo, degli smarcamenti…”, ha proseguito Bergomi. Quando un giocatore possiede tali doti nel muoversi senza palla e le abbina a un controllo di prima intenzione quasi perfetto, segnare diventa una naturale conseguenza.
Nel tentativo di descriverlo, sono stati scomodati paragoni illustri. Si è parlato del tiro di Batistuta, del fiuto del gol di Vialli, dei movimenti di Henry e delle letture tattiche di Milito. Bergomi, però, ha offerto una sintesi più suggestiva, definendo il giocatore “unico e al tempo stesso erede di tanti bomber”.
Il culmine dell’elogio è arrivato con un paragone tanto pesante quanto preciso. “Non dico che mi ricorda Ronaldo il Fenomeno, ma ha quel tipo di movenze e un motore simile”. Non si tratta di un’equiparazione di valore assoluto, ma di una somiglianza cinetica, quasi biomeccanica. L’esplosività nei primi metri e la progressione palla al piede sono caratteristiche che hanno riportato alla mente le movenze iconiche del campione brasiliano.
Il suo profilo tecnico è completo. Ha abilità nel dribbling stretto, sa attaccare la profondità con i tempi giusti, dialoga con efficacia con i compagni e possiede un tiro potente e preciso. Pur non essendo un colosso di 190 centimetri, Malen incarna il prototipo dell’attaccante moderno: un giocatore totale, dinamico e letale, capace di fare la differenza con la tecnica e l’intelligenza prima che con la sola stazza fisica.










