Si è conclusa a Roma la XVII edizione del workshop ‘SiCon – Siti Contaminati 2026’, appuntamento che si è confermato come il principale punto di riferimento nazionale per il settore delle bonifiche. L’evento, ospitato dall’11 al 13 febbraio presso la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale della Sapienza, ha riunito esperti e professionisti da tutto il Paese.
L’obiettivo primario del convegno è stato favorire un dialogo costruttivo e lo scambio di esperienze tra il mondo della ricerca, le istituzioni, le agenzie per la protezione dell’ambiente e il tessuto imprenditoriale. La tre giorni ha offerto una piattaforma unica per discutere le sfide attuali e le soluzioni nel risanamento.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha avuto un ruolo da protagonista, partecipando attivamente con i propri esperti. I tecnici dell’istituto hanno presentato studi di caso significativi su interventi di recupero in aree industriali complesse, illustrando metodologie di monitoraggio e facendo il punto sul quadro normativo.
Il cuore della manifestazione sono stati gli oltre 300 contributi scientifici. Sono state esplorate tematiche di frontiera, come le nuove tecnologie di ‘bioremediation’, che usano microrganismi e piante per decontaminare suolo e acque. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai ‘contaminanti emergenti’ come PFAS e microplastiche, che pongono sfide inedite.
Numerose imprese hanno potuto esporre i risultati di progetti concreti, dimostrando l’applicabilità di tecnologie avanzate. Sono stati presentati casi di successo nel recupero di ex raffinerie e aree portuali, evidenziando come un corretto approccio possa trasformare un problema in un’opportunità di riqualificazione territoriale.
L’edizione 2026 del SiCon ha ribadito con forza un concetto fondamentale: la complessità dei problemi legati ai siti inquinati richiede un approccio integrato e multidisciplinare. La collaborazione sinergica tra università, agenzie di controllo e aziende è l’unica via percorribile, come emerso dai dibattiti.
Il workshop si è chiuso con la consapevolezza che l’Italia dispone delle competenze e delle tecnologie per affrontare la sfida. L’evento ha gettato le basi per future collaborazioni e ha definito le priorità di ricerca per i prossimi anni, confermandosi un motore indispensabile per l’innovazione nelle bonifiche.



















