Il nuovo attaccante della Roma, Donyell Malen, ha concesso una lunga intervista in cui si è raccontato a 360 gradi. Dalla sua intesa immediata con i compagni all’impatto con il nuovo allenatore, fino alla sfida lanciata al capocannoniere del campionato, l’olandese non si è tirato indietro.
L’intesa con Paulo Dybala è stata quasi istantanea. “Penso sia una combinazione delle due cose,” ha spiegato il centravanti. “A volte mi muovo bene io, altre volte è lui a giocare un ottimo pallone. È qualcosa che cerchiamo di sfruttare per essere pericolosi”. Il suo impatto con la Serie A è stato notevole, un successo che attribuisce a un mix di fattori: “Credo di essere nel posto giusto, con le persone giuste. Sento molta fiducia da parte dell’allenatore e dei miei compagni, e questo crea le condizioni ideali per rendere al meglio”.
Ha anche chiarito di aver scelto personalmente di lasciare l’Aston Villa per approdare nella capitale. “Sono stato io a decidere, perché volevo giocare. Volevo essere in una squadra dove poter scendere in campo ogni fine settimana e avere un ruolo importante”. Dell’ambiente giallorosso lo ha colpito la grandezza del club: “Mi hanno colpito i tifosi, i compagni e la passione che abbiamo tutti per portare questa società al successo”.
Un capitolo importante è dedicato al rapporto con Gian Piero Gasperini e ai suoi celebri metodi di allenamento. Sebbene non sia arrivato a vomitare per la fatica come si raccontava di altri giocatori, ha confermato la durezza delle sedute. “Sono davvero molto dure. È per questo che ho imparato la parola ‘stanco’ in italiano,” ha confessato. “Gasperini non scherza, ma è una cosa positiva per la squadra. Tutti sono in forma e io mi sento molto bene fisicamente”.
Ha poi descritto l’allenatore come una persona diretta e onesta. “Sai sempre che cosa pensa, perché non ti mente. Ti dice semplicemente la verità”. Ha anche negato di aver visto il tecnico lanciare sedie per la rabbia, ma ha raccontato un aneddoto divertente: “Ricordo una partita che abbiamo vinto contro il Parma. Era così felice nello spogliatoio che a un certo punto ha quasi lanciato un tavolo. È stato molto divertente”.
L’attaccante ha analizzato le differenze tra Serie A e Premier League, sottolineando l’aspetto tattico del campionato italiano. “Qui alcune squadre si organizzano con blocchi difensivi compatti, difficili da superare. In Inghilterra si tende più a giocare uomo contro uomo, con partite più aperte”.
Infine, non si è sottratto alla corsa per il titolo di capocannoniere, lanciando un guanto di sfida a Lautaro Martinez. Alla domanda su chi avrà segnato di più a fine stagione, ha risposto con sicurezza: “Direi io”. Ha subito precisato, però, che l’obiettivo primario resta un altro: “Non sono concentrato soltanto sui goal. Voglio aiutare questa squadra e questo club. Un calciatore può fare molto altro per aiutare la squadra”.






