Roma, Pjanic: ‘Da Scudetto, Juve punta alla Champions’

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Cronache Mercato
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Miralem Pjanic, ex centrocampista di Roma e Juventus, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, offrendo una lucida analisi sul campionato di Serie A e condividendo preziosi ricordi della sua carriera. Le sue parole hanno delineato uno scenario chiaro per la lotta al vertice, con una netta preferenza per la sua ex squadra giallorossa, ritenuta pronta per il grande salto.

Secondo il bosniaco, la squadra capitolina ha tutte le carte in regola per puntare al titolo. “Sono belli da vedere, fa piacere guardarli, giocano bene”, ha affermato, sottolineando la qualità del gioco espresso. Ha poi individuato due figure chiave per il successo: “Se davanti Dybala sta bene, con Malen possono davvero riportare lo scudetto a Roma”. Ha definito la formazione giallorossa “la squadra che merita di più al momento”, un’investitura piena di stima.

Ben diverso il discorso per l’altra sua ex squadra italiana. Pjanic ha mostrato più cautela riguardo le ambizioni della Juventus, suggerendo un approccio più pragmatico. “Penso che sia presto per parlare di scudetto”, ha spiegato, facendo riferimento alla passata stagione. “L’obiettivo primario deve essere ricostruire, ma velocemente perché alla Juve si vuole sempre vincere”. Per i bianconeri, l’obiettivo realistico e “più giusto” sarebbe quindi il ritorno in Champions League, un traguardo fondamentale per gettare le basi del futuro, posizionando l’Inter e il Napoli come avversari più accreditati insieme alla Roma.

L’intervento è stato anche un’occasione per rievocare i campioni con cui ha diviso lo spogliatoio. Al primo posto, senza esitazioni, ha messo Leo Messi. “Ho fatto un anno con lui e quello che faceva quotidianamente non era spiegabile”, ha confessato, descrivendo un talento quasi soprannaturale. “Avevi la sensazione che potesse fare davvero quello che voleva, rendeva tutto semplice”.

Subito dopo, ha celebrato la forza mentale di Cristiano Ronaldo, un aspetto che lo ha segnato profondamente. “Con Cristiano partivo sempre 1-0, era ossessionato dal gol”, ha raccontato, dipingendo il ritratto di un professionista instancabile. “Anche se sbagliava dieci gol, aveva quella mentalità che gli permetteva di andare avanti ed essere sicuro che avrebbe segnato nell’occasione successiva”.

Un ricordo speciale è stato riservato a Francesco Totti, suo capitano ai tempi della Roma. “È stato un sogno giocare con Checco”, ha ammesso con emozione. “Io ho vissuto solo la fine della sua carriera ma mi è bastato”. Ha poi parlato del soprannome ‘Principino’ che lo stesso Totti gli aveva dato: “Per me è un onore”, ha confermato, a dimostrazione di un legame che va oltre il campo.

Infine, uno sguardo al futuro. Interrogato su un suo possibile erede, ha sorpreso tutti indicando un giovanissimo talento. “Il fratello di Kerim, Emre Alajbegovic, ha 13 anni”, ha rivelato. Una previsione audace, accompagnata da una promessa: “Ne parleremo tra un paio di anni, vedrete”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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