Roma, 17enne segregata dai genitori in casa perché omosessuale

502
Pubblicato il

ROMA – Avrebbero tenuto la figlia rinchiusa in casa per evitare che avesse contatti con estranei. Il motivo del perché l’avrebbero segregata nella loro abitazione sarebbe perché la 17enne era omosessuale. Tenevano la figlia segregata in casa perché lesbica. Questa la storia di una ragazzina di 17 anni denunciata dal Gay Center che la scorsa settimana è riuscito, col supporto dell’Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni, a liberare la ragazza che viveva sequestrata nella casa di famiglia in provincia di Roma.

Il racconto: viveva una situazione familiare molto grave

“La ragazza ha raccontato una situazione familiare molto grave, da quando i genitori, un anno fa, hanno scoperto che era lesbica”, spiega Fabrizio Marrazzo (Gay Center). La vittima “viveva in un clima di violenza e era sequestrata in casa e non poteva uscire”, ha aggiunto. E poi: “Quando rimaneva sola in casa, i genitori chiudevano la porta a chiave con lei dentro”. La ragazza era riuscita a fuggire una prima volta e a chiamare le forze dell’ordine che “l’avevano riconsegnata alla famiglia.

E’ riuscita a scappare di nuovo e ha contattato il nostro servizio Gay Help Line 800713713. Questo ci ha permesso di metterla in una struttura protetta per minori”. Del caso si occupa la Procura dei Minori. Uno dei principali problemi che gli omosessuali si trovano ad affrontare ancora oggi è la forte disapprovazione sociale che spesso li porta a non avere apertamente comportamenti gay ma a reprimere il loro orientamento sessuale con danni comportamentali che non di rado si verificano nei soggetti. L’emancipazione dei gay ha fatto passi da gigante negli ultimi 20-30 anni unitamente all’accettazione di modelli culturali e sociali inediti.

Articolo precedenteTv, da domani su Alice riparte ‘Cuochi e Dintorni’
Articolo successivoLa liberalizzazione del commercio ha aumentato i posti di lavoro
Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome