La Rosa dei venti è stata per secoli lo strumento fondamentale per l’orientamento in mare, molto prima dell’invenzione della bussola e dei sistemi di navigazione satellitare. Il suo nome deriva dal latino “Rosa ventorum”, espressione che descrive la disposizione figurativa delle correnti d’aria all’interno di un cerchio, simile ai petali di una rosa.
Le sue origini sono antichissime. Già Omero, nell’Odissea, aveva menzionato i quattro venti principali: Borea, Euro, Noto e Zefiro. Anche i Romani, con Plinio il Vecchio, si erano interessati al loro studio, ma la prima rappresentazione grafica simile a quella moderna è stata attribuita alla Repubblica marinara di Amalfi tra il IX e il X secolo.
L’obiettivo di questo diagramma era, e rimane, quello di indicare la provenienza delle correnti rispetto ai quattro punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest. Associando ogni folata a una direzione precisa, i marinai potevano navigare in mare aperto con maggiore sicurezza, sfruttando la spinta sulle vele.
Sebbene oggi la navigazione si affidi a GPS e sistemi digitali, la Rosa dei venti ha conservato un ruolo cruciale in ambito scientifico e ambientale. Gli esperti di clima la utilizzano come grafico statistico per analizzare la frequenza e la direzione delle correnti in una determinata area, un dato essenziale per lo studio del microclima locale.
Questa analisi si è rivelata fondamentale per la pianificazione di infrastrutture. La progettazione delle piste aeroportuali, ad esempio, si basa sui dati forniti da questo schema per garantire decolli e atterraggi più sicuri, allineando le piste con le correnti dominanti.
Ancora più importante è il suo impatto nel settore delle energie rinnovabili. Lo studio delle direzioni prevalenti è un passaggio obbligato per decidere dove installare le pale eoliche, massimizzando così la produzione di energia pulita e l’efficienza degli impianti. La sua utilità si estende anche alla pianificazione di regate, voli in parapendio e altre attività legate alle condizioni atmosferiche.
Nel bacino del Mediterraneo, la Rosa dei venti identifica otto correnti principali. Partendo da Nord e procedendo in senso orario troviamo: la Tramontana (N), vento freddo e secco; il Grecale (NE), che preannuncia mare mosso; il Levante (E), umido e portatore di pioggia; lo Scirocco (SE), caldo e sabbioso dal Sahara.
Proseguendo, si incontrano l’Ostro o Mezzogiorno (S), che porta tempo instabile; il Libeccio (SW), forte e piovoso; il Ponente (W), mite e segnale di miglioramento; e infine il Maestrale (NW), un vento fresco e secco che spazza via le nuvole, garantendo cielo sereno.
Oltre alla sua funzione pratica, questo antico schema è diventato un potente simbolo culturale, associato all’esplorazione, al viaggio e alla ricerca della propria direzione, trovando spazio in opere d’arte, loghi e tatuaggi.





















