S. Cipriano d’Aversa, minaccia la compagna e dà fuoco ai vestiti del figlio

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

SAN CIPRIANO D’AVERSA – Ancora violenza tra le mura domestiche. I carabinieri della locale stazione hanno arrestato un 41enne con l’accusa di maltrattamenti in famiglia al termine dell’ennesimo episodio di aggressione ai danni della compagna convivente. L’uomo, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione per precedenti reati contro il patrimonio e la persona, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma avrebbe dato in escandescenze mentre si trovava in casa con la donna e il figlio minore.

Il 41enne, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol, avrebbe iniziato a minacciare e insultare la compagna, una donna di 40 anni. La situazione sarebbe poi degenerata ulteriormente quando l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcuni indumenti appartenenti al figlio minorenne convivente, alimentando un clima di paura all’interno dell’abitazione. Spaventata per quanto stava accadendo e temendo che la situazione potesse peggiorare, la donna ha deciso di rompere il silenzio e si è recata direttamente presso gli uffici del comando dei carabinieri per sporgere denuncia.

Le successive sommarie informazioni raccolte dai militari tra i familiari avrebbero confermato un quadro di comportamenti violenti e abituali, fatto di minacce, aggressioni verbali e atteggiamenti intimidatori che si sarebbero ripetuti nel tempo all’interno del nucleo familiare. Alla luce degli elementi raccolti, i carabinieri hanno proceduto all’arresto del 41enne che, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio si inserisce in un contesto che continua a destare forte preoccupazione. Solo poche settimane fa, sempre nell’Agro aversano, una lite familiare è degenerata in un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Un uomo, al culmine di una discussione con la moglie, ha estratto una pistola calibro 9 detenuta illegalmente e ha sparato tre colpi all’interno dell’abitazione mentre la donna cercava di fuggire. I proiettili si sono conficcati in un televisore e in un mobile della cucina. Solo per un caso non hanno raggiunto la vittima. La donna è riuscita a mettersi in salvo e a denunciare quanto accaduto, mentre l’uomo si è presentato poco dopo alla stazione dei carabinieri accompagnato dal suo legale. In quel caso i militari hanno proceduto all’arresto del 57enne con l’accusa di tentato femminicidio.

Due episodi diversi ma legati da un filo comune: la violenza domestica, che spesso resta nascosta per anni tra le pareti di casa e che emerge solo quando la paura lascia spazio alla decisione di denunciare. È proprio la denuncia, ricordano spesso gli investigatori, il primo passo per interrompere una spirale di soprusi che in molti casi cresce nel tempo fino a sfociare in episodi sempre più gravi. Anche per questo le forze dell’ordine continuano a invitare le vittime a non restare sole e a rivolgersi subito alle istituzioni, prima che la violenza possa trasformarsi in qualcosa di irreparabile.

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