Un progetto di recupero ambientale nel Golfo dell’Asinara sta dando risultati promettenti. La riforestazione delle praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina vitale per l’ecosistema, ha segnato un passo importante per la salvaguardia del mare. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra enti di ricerca e l’università di Sassari, ha dimostrato come interventi mirati possano invertire il degrado.
L’intervento si è focalizzato su un’area di cinque ettari, danneggiata da ancoraggi selvaggi e pesca illegale. I ricercatori hanno trapiantato talee di posidonia prelevate da zone sane, fissandole al fondale con supporti biodegradabili che si dissolvono senza inquinare.
Questa tecnica ha richiesto una mappatura precisa dei fondali e un monitoraggio costante dell’acqua, condotto da biologi marini e sommozzatori esperti, per creare le condizioni ideali per la crescita delle nuove piante.
La Posidonia oceanica non è un’alga, ma una pianta superiore che forma foreste sottomarine. Queste praterie producono ossigeno e assorbono CO2, svolgendo un ruolo chiave nella mitigazione del cambiamento climatico, un processo noto come “carbonio blu”.
Inoltre, le loro radici consolidano il fondale, proteggendo le spiagge dall’erosione, mentre le foglie offrono rifugio e nutrimento a centinaia di specie, funzionando come una vera e propria “nursery” per la fauna marina.
I dati preliminari hanno superato le aspettative. Il tasso di sopravvivenza delle talee trapiantate ha raggiunto l’85%. I monitoraggi hanno già registrato un aumento della limpidezza dell’acqua e una riduzione dei sedimenti in sospensione.
Ancora più importante, si è osservato il ritorno di numerose specie di pesci, come saraghi e piccole cernie, che utilizzano le nuove praterie come area di riproduzione, confermando il rapido ripristino della funzionalità ecologica dell’habitat.
Il successo nel Golfo dell’Asinara farà da modello per futuri interventi nel Mediterraneo. Sono già allo studio progetti simili in Sicilia e Puglia per estendere questa buona pratica.
Tuttavia, il ripristino deve essere accompagnato da una sorveglianza più stringente contro le attività dannose e da una maggiore educazione rivolta a turisti e operatori del mare. La protezione delle praterie marine è una responsabilità condivisa.




















